Il tema dei vaccini Covid torna a incendiare il dibattito pubblico, tra televisione e social, con uno scontro che divide opinione pubblica e mondo scientifico.
Al centro della polemica c’è il racconto andato in onda su “Fuori dal Coro”, il programma condotto da Mario Giordano, e la durissima replica del virologo Roberto Burioni.
Il caso in tv: “Malato, deluso e deriso”

Durante la trasmissione di Rete 4 è stata raccontata la storia di Andrea, un uomo che sostiene di aver subito gravi conseguenze dopo la vaccinazione contro il Covid.
In studio, visibilmente provato e seduto su una sedia a rotelle, ha parlato apertamente della sua condizione: “Sono malato, deluso e deriso… siamo stati abbandonati da un sistema sanitario che non si occupa di noi”.
Il racconto ha puntato i riflettori su un tema molto discusso: quello dei presunti danni da vaccino e della gestione dei casi segnalati.
“Sono malato, deluso e deriso!”
Andrea, vittima del vaccino covid, si sente dimenticato da tutti e abbandonato a se stesso.#Fuoridalcoro pic.twitter.com/qPiKiKNKCN— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) March 29, 2026
L’attacco di Burioni
La risposta non si è fatta attendere. Sui social, Roberto Burioni ha attaccato duramente il programma, accusandolo di diffondere informazioni fuorvianti.
“Nessuno è finito in sedia a rotelle a causa del vaccino a mRNA contro il Covid. Lo dicono i numeri, solidi e granitici”, ha scritto.
Burioni ha poi puntato il dito contro alcune trasmissioni televisive, accusandole di alimentare sfiducia nei vaccini e di contribuire indirettamente a conseguenze gravi, soprattutto tra i più vulnerabili.
Nessuno è mai finito in una sedia a rotelle A CAUSA del vaccino a mRNA contro il COVID. E’ un dato oggettivo e dimostrato dai numeri. Diffondendo queste bugie
portate la gente a diffidare dei vaccini e causate morti evitabili che avrete sulla coscienza.https://t.co/dpbImHY9AU
🔽 https://t.co/SwKTV9zddQ— Roberto Burioni (@RobertoBurioni) March 30, 2026
Parole durissime anche sul piano etico, con un attacco diretto ai giornalisti coinvolti: “Lucrare sulla sofferenza delle persone è inaccettabile”.
Due narrazioni opposte

