Referendum, insulti agli elettori del No: arrivano le dimissioni

Giovanni Poloni

30/03/2026

È bastato un post sui social per scatenare una vera e propria tempesta politica a Ventimiglia. Nel giro di poche ore, la vicenda si è trasformata in un caso mediatico che ha portato alle dimissioni dell’assessore al Turismo e alla Cultura Serena Calcopietro.

Al centro della polemica, parole durissime rivolte agli elettori del “No” al recente referendum sulla giustizia, che hanno acceso lo scontro e reso inevitabile il passo indietro.

Il post che ha scatenato la bufera

Tutto nasce da un contenuto pubblicato sui social dall’assessore, scritto in lingua inglese, nel quale gli elettori contrari alla riforma venivano definiti “retrogradi” e “idioti spaventati”.

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Una presa di posizione netta, ma soprattutto dai toni forti, che ha immediatamente generato reazioni indignate, sia tra i cittadini che tra le forze politiche locali.

Nel giro di poche ore, il caso è esploso, trasformandosi in una bufera politica e mediatica che ha coinvolto l’intera amministrazione comunale.

Le dimissioni: “Ho sbagliato contenuto e toni”

Di fronte alla crescente pressione, Calcopietro ha deciso di rassegnare le dimissioni, formalizzando la scelta con una comunicazione ufficiale.

“Riconosco di aver sbagliato nel contenuto e nei toni del post pubblicato: il risultato delle urne deve sempre essere rispettato”, ha dichiarato.

Parole che rappresentano un’ammissione chiara di responsabilità e che hanno accompagnato la decisione di rimettere tutte le deleghe nelle mani del sindaco.

L’obiettivo, ha spiegato, è anche quello di non mettere in difficoltà la maggioranza e l’azione amministrativa del Comune.

Una scelta “personale e sofferta”

Nel suo intervento, l’ormai ex assessore ha voluto chiarire un punto fondamentale: le dimissioni non sarebbero state imposte. “Non è stata una scelta dettata dal sindaco né dal mio partito”, ha precisato, sottolineando come la decisione sia maturata nelle ultime ore insieme alle persone a lei più vicine. Una decisione definita “molto sofferta”, anche alla luce del forte desiderio di proseguire il proprio percorso amministrativo.

Calcopietro ha infatti ricordato che si trattava della sua prima esperienza istituzionale, affrontata con impegno e senso di responsabilità.

Il passaggio in procura e le scuse formali

Tra gli aspetti più significativi della vicenda c’è anche la volontà di affrontare la questione su un piano istituzionale più ampio.

L’ex assessore ha annunciato che nelle prossime ore contatterà la procura e la magistratura per presentare personalmente le proprie scuse formali.

Un gesto che evidenzia la volontà di chiudere la vicenda non solo sul piano politico, ma anche sotto il profilo istituzionale.

Il futuro: addio all’incarico, ma non alla politica

Nonostante le dimissioni, Calcopietro non sembra intenzionata ad abbandonare la vita pubblica. Nel messaggio ha infatti ribadito la volontà di continuare a seguire la politica, con l’auspicio di poter tornare in futuro a occuparsi della cosa pubblica.

“Continuerò a partecipare con attenzione alla vita politica, con la speranza di poterlo fare un giorno con maggiore consapevolezza”, ha dichiarato. Un passaggio che lascia aperta la porta a un possibile ritorno sulla scena amministrativa.

Un caso che riapre il tema del linguaggio politico

La vicenda di Ventimiglia riaccende un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: quello del linguaggio utilizzato in politica, soprattutto sui social.

In un contesto in cui la comunicazione è sempre più immediata e diretta, episodi come questo dimostrano quanto sia sottile il confine tra opinione personale e responsabilità istituzionale. Le conseguenze, come in questo caso, possono arrivare in tempi rapidissimi.