Un volo di routine che routine non è stato. Nei cieli sopra il Mar Ionio, un aereo radar dell’Aeronautica Militare italiana ha interrotto la missione in modo improvviso, rientrando alla base con largo anticipo rispetto agli standard operativi. Un episodio che, osservato inizialmente solo da chi monitora i tracciati di volo, ha iniziato rapidamente a far discutere anche fuori dagli ambienti specialistici.
Non tanto per ciò che si è visto, quanto per ciò che non è accaduto. Perché in queste missioni, la normalità è fatta di schemi precisi, tempi lunghi e traiettorie ripetitive. E proprio la rottura di questo schema ha acceso i dubbi.
Il comportamento anomalo del velivolo
Il protagonista è un G550 CAEW, piattaforma avanzata utilizzata per operazioni di sorveglianza e allerta precoce. Il 25 marzo il velivolo era impegnato in una missione sull’area ionica, seguendo inizialmente il profilo classico: salita fino a circa 40mila piedi e ingresso nell’area operativa.
È a quel punto che qualcosa cambia. La permanenza in quota, che normalmente dura ore, si riduce a pochi minuti. Subito dopo, il jet inizia una discesa e prosegue la missione a quote decisamente inferiori, tra i 10mila e i 14mila piedi, per poi rientrare alla base in meno di due ore complessive.
Un comportamento che rompe completamente la logica operativa di questo tipo di missioni.
Perché quella quota è fondamentale