Successori Santanchè, Delmastro e Bartolozzi: il triplo rebus di Meloni

Giovanni Poloni

26/03/2026

giorgia meloni

Non è solo una questione di sostituzioni. Non questa volta. Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, il governo si trova davanti a un passaggio molto più delicato di quanto possa sembrare.

Tre caselle da riempire, sì. Ma anche tre equilibri da mantenere, tre messaggi da mandare, tre possibili fronti di tensione da evitare. È qui che si gioca la partita di Giorgia Meloni: dimostrare che l’esecutivo è ancora solido, senza però aprire nuovi conflitti interni.

Perché il vero problema non è trovare dei nomi. È scegliere quali nomi, quando e soprattutto con quale peso politico.

Ed è proprio da qui che parte il triplo rebus.

La casella più delicata: il Turismo

Il nodo principale resta quello lasciato libero da Santanchè. Non solo per visibilità, ma per il momento politico in cui arriva.

Una scelta affrettata potrebbe creare frizioni, mentre una soluzione temporanea – come l’ipotesi che la delega resti nelle mani della stessa Meloni – permetterebbe di prendere tempo.

Tra i nomi interni a Fratelli d’Italia, quello più lineare è Gianluca Caramanna, figura già inserita nel settore e considerata una continuità naturale.

Successori Santanchè, Delmastro e Bartolozzi: il triplo rebus di Meloni

Ma non è l’unica opzione. C’è anche Lucio Malan, profilo più istituzionale e già valutato in passato, e Salvo Sallemi, che rappresenterebbe una scelta con un peso territoriale, soprattutto verso il Sud.

Le alternative fuori dal partito

Se invece Meloni decidesse di uscire dal perimetro del partito, lo scenario cambia completamente.