Gino Paoli è morto all’età di 91 anni. La notizia è stata comunicata dalla famiglia con una breve nota, in cui si spiega che il cantautore si è spento nella notte, “in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”.
Con la sua scomparsa se ne va uno dei nomi più importanti della musica italiana, autore di brani che hanno attraversato generazioni intere, da Il cielo in una stanza a Sapore di sale, passando per La gatta, Senza fine e Una lunga storia d’amore.
Accanto al ricordo dell’artista, torna inevitabilmente anche l’attenzione sulle sue condizioni di salute, peggiorate negli ultimi anni. In molti si stanno chiedendo che malattia avesse Gino Paoli e quali fossero i problemi fisici che lo avevano costretto a rallentare sempre di più la sua attività pubblica.
Che malattia aveva Gino Paoli
Negli ultimi anni Gino Paoli aveva dovuto fare i conti soprattutto con una labirintite acuta, un disturbo dell’orecchio interno che può provocare forti vertigini, nausea, perdita dell’equilibrio e disorientamento. Si tratta di una condizione particolarmente invalidante, soprattutto per una persona anziana e per un artista abituato a muoversi sul palco e a sostenere esibizioni pubbliche.
Proprio la labirintite aveva inciso in modo concreto sulla sua quotidianità e sui suoi impegni professionali. In più occasioni, infatti, Paoli aveva dovuto rinunciare a concerti e apparizioni, proprio perché questi sintomi rendevano difficile affrontare trasferte, prove e performance dal vivo.
Per un cantautore che ha vissuto la musica come parte essenziale della propria esistenza, non si trattava soltanto di un problema medico, ma anche di una limitazione umana e artistica molto pesante.
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