Addio a Gino Paoli: cosa aveva e perché aveva smesso di esibirsi

Giovanni Poloni

24/03/2026

gino paoli è morto oggi

Oltre alla labirintite, Gino Paoli aveva raccontato di aver sofferto anche le conseguenze del Covid, che gli aveva lasciato addosso una forte stanchezza e un senso di affaticamento persistente. In alcune interviste aveva parlato con la sua solita ironia, ma senza nascondere il peso di una condizione che lo aveva reso più fragile rispetto al passato.

Con il trascorrere del tempo, il fisico aveva iniziato a presentare il conto di una vita lunga, intensa e spesso vissuta al massimo. La lucidità però non gli è mai mancata: anche nei momenti più delicati, Paoli ha continuato a parlare di sé con una sincerità rara, senza costruire filtri o immagini di comodo.

La lunga battaglia contro l’alcolismo

Tra i problemi che hanno segnato profondamente la sua vita c’è stata anche la dipendenza dall’alcol. Lo stesso Gino Paoli aveva raccontato pubblicamente di aver vissuto per molti anni una fase durissima, in cui arrivava a bere in modo eccessivo ogni giorno. Secondo i suoi stessi racconti, questa dipendenza è andata avanti a lungo, fino a diventare una presenza distruttiva nella sua quotidianità.

Il cantautore spiegò di esserne uscito a metà degli anni Settanta, quando decise di interrompere quel percorso autodistruttivo. La disintossicazione rappresentò per lui una svolta decisiva. Non fu soltanto una questione di salute, ma anche un modo per riprendere in mano la propria esistenza dopo anni di eccessi, smarrimenti e dolore.

Il tentato suicidio del 1963

La biografia di Gino Paoli è stata segnata anche da uno degli episodi più drammatici della sua vita: il tentato suicidio del 1963. Il cantautore si sparò un colpo di pistola al petto. Sopravvisse, ma quell’evento lasciò un segno profondo e definitivo. Il proiettile, infatti, non perforò organi vitali ma rimase nel corpo, costringendolo a convivere per tutta la vita con le conseguenze fisiche e simboliche di quel gesto.

Paoli ha raccontato più volte quell’episodio, collegandolo a una crisi interiore profonda, a tensioni personali e a un senso di vuoto che in quel periodo lo aveva travolto. Anche per questo, parlare delle sue malattie significa parlare non solo del corpo, ma anche delle ferite interiori che hanno accompagnato tutta la sua parabola umana.

Una fragilità mai nascosta

Nel tempo, Gino Paoli non ha mai cercato di costruirsi addosso l’immagine di un uomo invincibile. Al contrario, ha scelto spesso di raccontare anche le sue fragilità: i problemi con l’alcol, la depressione, il dolore, gli errori, la stanchezza, la vecchiaia che avanzava. Ed è anche per questo che il pubblico gli ha sempre riconosciuto una forza particolare, diversa da quella dell’eroe perfetto.

La sua grandezza non stava soltanto nelle canzoni, ma anche nella capacità di restare profondamente umano. Dietro l’autore di capolavori entrati nella storia della musica italiana, c’era infatti un uomo segnato da cadute, eccessi, ripartenze e consapevolezze amare.

L’ultimo tratto di vita

Negli ultimi tempi la sua presenza pubblica si era fatta sempre più rara. L’età avanzata, i problemi di equilibrio, la fatica fisica e le condizioni generali di salute avevano progressivamente ridotto le sue apparizioni. La morte arrivata oggi chiude dunque un lungo capitolo della cultura italiana, ma riporta anche al centro la dimensione più personale di Gino Paoli: quella di un uomo che ha vissuto tantissimo, pagando un prezzo alto, senza mai smettere di guardare in faccia la verità su sé stesso.

Oggi resta il patrimonio immenso delle sue canzoni, ma anche la memoria di una figura complessa, fragile, lucidissima. Gino Paoli non era malato soltanto negli ultimi anni: la sua è stata una vita attraversata da prove fisiche e interiori molto dure, affrontate sempre senza retorica. E forse è anche questo che rende oggi il suo addio ancora più forte.

Il ricordo di un grande della musica italiana

La morte di Gino Paoli segna la fine di una stagione irripetibile della canzone d’autore italiana. Ma il dolore di queste ore si accompagna anche alla rilettura della sua storia personale, in cui la malattia, la dipendenza, il dolore psicologico e la vecchiaia non sono stati elementi laterali, bensì parti centrali di un’esistenza intensa e tormentata.