Un gesto apparentemente banale, ma che può trasformarsi in un problema serio. Durante il referendum sulla riforma della giustizia, un elettore è stato fermato e identificato dopo aver scattato una foto all’interno della cabina elettorale.
L’episodio è avvenuto a Catania, nel seggio allestito presso la scuola Cavour. L’uomo ha utilizzato il proprio smartphone mentre votava, attirando immediatamente l’attenzione del personale presente.
Nel giro di pochi minuti è scattato l’intervento della Guardia di Finanza, che ha proceduto all’identificazione. La sua posizione è ora al vaglio della Procura di Catania.
Un caso che arriva in un momento delicato
L’episodio non arriva in un momento qualsiasi. Il referendum sulla giustizia sta registrando una partecipazione molto alta, con un’affluenza che ha già superato il 46% nella prima giornata, secondo i dati ufficiali.
Gli italiani chiamati alle urne sono oltre 51 milioni, inclusi più di 5 milioni di elettori all’estero. Un dato che rende ancora più sensibile qualsiasi episodio legato alla regolarità del voto.
Proprio per questo motivo, ogni violazione viene trattata con estrema attenzione dalle autorità.
Cosa è successo nel seggio di Catania
Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe stato compiuto in modo evidente. Il personale del seggio ha notato l’uso del telefono e ha immediatamente segnalato la situazione.
Le forze dell’ordine sono intervenute sul posto, bloccando l’elettore prima che potesse lasciare il seggio e procedendo all’identificazione.
Ora spetterà alla magistratura valutare se il comportamento configuri un reato e quali provvedimenti adottare.