Referendum giustizia: malore improvviso al seggio, cos’è successo

Giovanni Poloni

22/03/2026

Anche a Siracusa l’Italia va al voto per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia — la consultazione che oggi e domani, 22 e 23 marzo 2026, chiede agli italiani di esprimersi sulla legge costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la modifica del Consiglio Superiore della Magistratura con il sorteggio dei componenti e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Una riforma voluta dal governo Meloni e firmata dal Guardasigilli Nordio, che ha diviso il Paese in modo netto: centrodestra e Azione per il Sì, PD, M5S e Alleanza Verdi Sinistra per il No.

Il referendum non prevede quorum: il risultato è valido indipendentemente da quanti elettori si rechino alle urne. Ma la partecipazione resta il fattore politicamente decisivo — chi porta più gente ai seggi determina il peso del risultato. Ed è per questo che il primo dato dell’affluenza di questa mattina, quello delle ore 12, è guardato da entrambi i fronti con grande attenzione.

A Siracusa il segnale è positivo: alle 12 aveva votato il 13,06% degli aventi diritto, pari a 12.174 elettori su un totale di 93.233. Un dato che supera nettamente quello della precedente consultazione referendaria — quella abrogativa del 2025 su cittadinanza e lavoro, quando alla stessa ora si era recato alle urne solo il 5,80% degli aventi diritto. Quasi il doppio della partecipazione rispetto a dodici mesi fa.

Unica nota di allarme della mattinata. Vediamo insieme cos’è successo.