
Il Messico vive ore drammatiche dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, storico leader del Cartello Jalisco Nueva Generación. L’operazione delle forze di sicurezza ha scatenato una reazione violenta e coordinata in almeno undici Stati: autostrade bloccate con veicoli incendiati, attacchi armati contro basi della Guardia nazionale, assalti a infrastrutture strategiche e scontri a fuoco tra narcos ed esercito. Quella che doveva essere un’azione mirata contro uno dei boss più ricercati del Paese si è trasformata in una crisi di sicurezza nazionale, con intere aree paralizzate e la popolazione intrappolata in una spirale di paura e incertezza.
A Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco, commando armati hanno fatto irruzione nell’aeroporto mentre erano in corso operazioni militari nella regione. Video diffusi sui social mostrano passeggeri in fuga tra gli spari. A Puerto Vallarta, altro snodo cruciale per il narcotraffico, si sono registrati incendi diffusi e colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. Secondo media locali, nella zona di Ixtapa sarebbe in corso un’evasione di massa dal carcere. Più a nord, a San Juan de Los Lagos, una base della Guardia nazionale sarebbe stata presa di mira dai gruppi armati legati al cartello.

Scontri e operazioni militari in corso
Il governo federale ha disposto la chiusura dello spazio aereo sopra Tapalpa, sempre nello Stato di Jalisco, mentre elicotteri Black Hawk dell’aviazione messicana forniscono copertura alle forze di terra. L’intervento militare lascia intendere che l’operazione non avesse come unico obiettivo El Mencho, ma fosse parte di un’azione più ampia contro la struttura del cartello. La violenza diffusa nel Paese ha causato al momento circa ventisei vittime, tra cui molti agenti della polizia e addirittura anche una donna incinta.
Secondo la stampa locale, già prima dell’uccisione del boss erano stati segnalati incendi e barricate lungo le principali arterie, nel tentativo di rallentare l’avanzata delle forze di sicurezza. La strategia dei narcos appare chiara: paralizzare il territorio, creare caos e dimostrare che la morte del capo non equivale alla fine del potere del cartello.