La campagna per il referendum sulla giustizia entra in una fase delicata. A meno di un mese dal voto, non è solo il merito della riforma a dividere politica e opinione pubblica, ma anche il modo in cui il dibattito sta prendendo forma nei media.
Nelle ultime ore è esploso un nuovo caso che riguarda la televisione pubblica e privata. Le opposizioni parlano di squilibrio, di presenza eccessiva dell’esecutivo e di una narrazione che rischierebbe di alterare il confronto tra i due fronti.
Numeri che fanno discutere

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Al centro delle polemiche ci sono i dati relativi alla presenza del governo nei programmi di informazione. Secondo quanto denunciato da Pd, M5S e Avs, nella settimana successiva all’indizione dei comizi elettorali il tempo complessivo riservato all’esecutivo avrebbe raggiunto percentuali considerate “abnormi”.
La contestazione non riguarda soltanto il numero di apparizioni, ma anche il contesto: trasmissioni di approfondimento, talk show, dibattiti su casi giudiziari e commenti politici che, a detta delle opposizioni, contribuirebbero a creare un clima favorevole a una delle due posizioni referendarie.




