La conduttrice lo ha accusato di apparire ossessionato dalla questione, ricevendo in cambio l’invito a guardarsi allo specchio. Sul punto centrale, Vannacci ha sostenuto di non comprendere perché da un orientamento sessuale, da lui ricondotto a una preferenza personale, debbano discendere diritti specifici, pur riconoscendo che ogni minoranza vada rispettata. La battuta conclusiva è arrivata da Gruber, che gli ha chiesto come reagirebbe se scoprisse di essere lui stesso omosessuale. La risposta è stata netta: non rivendicherebbe alcun diritto.
Un debutto televisivo, dunque, costruito interamente sul registro dello scontro, che fotografa le tensioni crescenti tra il neonato progetto politico del generale e il partito che lo ha portato in Parlamento europeo. Il caso Vannacci continua a tenere banco dentro la Lega, alle prese con un equilibrio interno sempre più difficile da gestire.



