Dopo mesi di scontro, arriva la svolta nella lunga battaglia tra UniCredit e Commerzbank: è la banca tedesca, questa volta, a fare il primo passo verso il dialogo, invitando l’istituto guidato da Andrea Orcel ad avviare i colloqui, dopo aver raggiunto la quota di controllo attraverso l’offerta pubblica di scambio.
L’apertura di Commerzbank dopo mesi di resistenza
Ad aprire ufficialmente al confronto è stato il presidente del consiglio di sorveglianza di Commerzbank, Jens Weidmann, che in una dichiarazione al quotidiano tedesco Handelsblatt ha spiegato come il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza dell’istituto abbiano più volte manifestato la propria disponibilità ad avviare colloqui con UniCredit.
Un cambio di passo che arriva dopo l’apertura, nei giorni scorsi, del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva già preso atto del successo dell’Ops messa a segno da Piazza Gae Aulenti, e dopo che lo stesso Ministero delle Finanze tedesco aveva caldeggiato un confronto diretto tra i vertici dei due istituti bancari.
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Le condizioni poste dai tedeschi
Il dialogo, secondo quanto trapela, dovrà chiarire attraverso colloqui definiti “costruttivi” alcuni punti considerati chiave per dipendenti, azionisti e clienti della banca tedesca. Weidmann ha inoltre precisato che queste discussioni sarebbero nell’interesse anche della stessa UniCredit, escludendo categoricamente eventuali scorciatoie politiche passando per Berlino.
Sulla stessa linea si è espresso anche il capo del consiglio dei lavoratori di Commerzbank, Sascha Uebel, secondo cui la gestione della banca resterebbe comunque di competenza del management. Un atteggiamento che segna un netto cambio di rotta rispetto a chi, fino a poco tempo fa, si era schierato apertamente contro il tentativo di scalata guidato da Orcel.
Le richieste del governo regionale dell’Assia
Il cambiamento di atteggiamento nei confronti di UniCredit si registra anche a livello locale. Il ministro-presidente del Land dell’Assia, dove ha sede Commerzbank, Boris Rhein, ha invitato a sua volta i due istituti ad avviare colloqui diretti e costruttivi, ribadendo al contempo alcune condizioni considerate imprescindibili.
Secondo Rhein, l’amministratore delegato di UniCredit sarebbe già consapevole delle aspettative del governo regionale, che comprenderebbero l’impegno a mantenere la sede centrale a Francoforte sul Meno, la salvaguardia dei posti di lavoro chiave e la garanzia, nel lungo periodo, della disponibilità di finanziamenti per le piccole e medie imprese tedesche.
Orcel: “Per fine anno si potrà chiudere”
Da Piazza Gae Aulenti filtra ottimismo sull’esito della trattativa. Lo stesso amministratore delegato di UniCredit si è detto convinto che l’operazione possa concludersi entro la fine dell’anno, definendo questo un periodo particolarmente favorevole per intrattenere un dialogo con il governo tedesco.
Cosa cambia ora per il risiko bancario europeo
L’apertura di Commerzbank rappresenta una svolta significativa in quella che, fino a poche settimane fa, appariva come una delle battaglie più complesse del risiko bancario europeo. L’ipotesi di un’integrazione tra i due istituti, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri del settore creditizio nel cuore dell’Europa, con UniCredit che si avvicinerebbe a diventare uno dei principali gruppi bancari del continente.
Restano ora da definire i dettagli tecnici e organizzativi dell’operazione, in un negoziato che si preannuncia comunque delicato, complice la rilevanza strategica di Commerzbank per l’economia tedesca e le numerose garanzie richieste dalle autorità locali.
Fonte: Dagospia, estratto dell’articolo di A. Rin. per il Corriere della Sera






