Solo in questo contesto viene rivelata l’identità della persona che ha deciso di denunciare quanto accade all’interno del centro: si tratta di Artan, 36 anni, che ha scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita nel Cpr.
Il suo racconto riporta episodi estremi, come persone che arrivano a ingerire oggetti pericolosi o a minacciare gesti irreparabili. Una situazione che riaccende il dibattito sulla gestione dei centri di permanenza per i rimpatri in Italia e sulle condizioni in cui vengono trattenute le persone, sollevando interrogativi che chiamano in causa istituzioni e sistema di controllo.
