“Siamo infetti, si stacca la pelle dal corpo”. Shock in Italia, allarme epidemia

Francesco Meletti

15/04/2026

In una stanza sovraffollata dove l’aria sembra pesare come piombo, il rumore costante del respiro di decine di uomini si mescola al suono sordo di mani che grattano via lembi di pelle. Tra quelle mura, il tempo sembra essersi fermato, scandito soltanto dal dolore fisico e da un senso crescente di abbandono. Un uomo di trentasei anni osserva le proprie braccia segnate da lesioni profonde, mentre intorno a lui la disperazione spinge alcuni a gesti estremi pur di sfuggire a una condizione percepita come insostenibile. Non si tratta di un teatro di guerra, ma di una struttura amministrativa trasformata, secondo le testimonianze, in un’emergenza sanitaria e umana.

La testimonianza dal centro di Bari

Le parole raccolte da Fanpage.it restituiscono un quadro estremamente critico di quanto starebbe accadendo all’interno del Cpr di Bari. Un uomo trattenuto nella struttura ha deciso di denunciare condizioni che definisce disumane. Secondo il suo racconto, gli ospiti vivrebbero in un contesto di grave degrado, tra spazzatura accumulata, infestazioni e servizi igienici in condizioni precarie.

La situazione descritta riguarda anche una possibile emergenza sanitaria legata a una patologia cutanea che si starebbe diffondendo tra i trattenuti. Il racconto parla di sintomi diffusi e di un peggioramento progressivo delle condizioni fisiche, aggravato dalla mancanza di interventi tempestivi e adeguati.

Un referto medico visionato dalla testata giornalistica farebbe riferimento a prurito persistente e a numerose lesioni cutanee, elementi compatibili con una possibile diffusione della scabbia, anche se al momento non risultano conferme ufficiali da parte delle autorità sanitarie.

Secondo quanto riferito, la gestione sanitaria all’interno della struttura solleverebbe ulteriori criticità. Vengono segnalate presunte somministrazioni di farmaci senza adeguata trasparenza, circostanza che, se confermata, solleverebbe interrogativi rilevanti sul rispetto dei diritti individuali e sulle modalità di assistenza medica all’interno del centro.

La battaglia legale e la richiesta di protezione

La vicenda si intreccia con un percorso amministrativo complesso. L’uomo era stato destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Bologna. Nonostante avesse espresso la volontà di richiedere la protezione internazionale, la domanda sarebbe stata formalizzata solo in un secondo momento, dopo diversi passaggi giudiziari.

La richiesta è stata successivamente respinta dalla Commissione Territoriale, che ha ritenuto il racconto non sufficientemente credibile. Attualmente è stato presentato un ricorso per chiedere la sospensione del rimpatrio, mentre l’uomo resta trattenuto nella struttura in attesa degli sviluppi legali.

Disagio psicologico e tensione interna

Oltre agli aspetti sanitari, emerge con forza anche il tema delle condizioni psicologiche dei trattenuti. Le testimonianze parlano di un clima di forte tensione e disagio, con episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio che, secondo quanto riferito, sarebbero frequenti.

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