Una rottura clamorosa scuote il Partito democratico. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e tra le esponenti di spicco dell’ala riformista, ha deciso di lasciare il partito. Una scelta annunciata senza giri di parole e accompagnata da un duro atto d’accusa verso l’attuale linea dei dem.
A spiegare le motivazioni dell’addio è stata la stessa eurodeputata, in un’intervista al Foglio in cui ha tracciato un bilancio impietoso della direzione presa dal Pd negli ultimi anni.
Una porta che si chiude

Il messaggio di Picierno è diretto: per i riformisti, sostiene, dentro il partito non ci sarebbe più spazio. Quella che un tempo era la loro casa, a suo dire, oggi non esiste più. Per questo l’eurodeputata ritiene giunto il momento di costruire qualcosa di nuovo, con un obiettivo chiaro: tornare a essere competitivi e vincere le elezioni.
Non un semplice abbandono, dunque, ma l’annuncio di un progetto politico alternativo, in aperta rottura con il percorso recente del partito.
“Uno snaturamento progressivo”
Il giudizio sul Pd è severo. Picierno denuncia uno snaturamento che, a suo avviso, sarebbe maturato attraverso scivolamenti graduali ma inesorabili, fino a trasformare profondamente il volto della formazione.
Il paragone è con il partito immaginato alle origini, quello del Lingotto. Quel progetto, afferma, non esiste più, pur restando ancora valide le ragioni profonde per cui era nato. Una contraddizione che, secondo l’eurodeputata, impone di prenderne atto con onestà.
Il vero motivo
Al centro della rottura c’è una questione molto importante. Vediamo tutto nella prossima pagina.


