Milano piange la scomparsa di Matilde “Mity” Simonetto, spentasi lunedì 6 luglio 2026. Storica firma della comunicazione italiana e tra le prime professioniste del Paese a specializzarsi nella consulenza d’immagine, Simonetto è stata per vent’anni la figura chiave dietro l’immagine pubblica, politica e imprenditoriale di Silvio Berlusconi, un ruolo ricoperto dal 1992 fino al 2010.
L’annuncio della famiglia
A dare la notizia è stata la famiglia attraverso una nota ufficiale: “Con profondo dolore, la famiglia comunica che ieri, 6 luglio 2026, si è spenta Matilde ‘Mity’ Simonetto, tra le prime consulenti d’immagine in Italia e, per vent’anni, responsabile dell’immagine e della comunicazione del presidente Silvio Berlusconi. Professionista di grande competenza, lo ha affiancato con passione, eleganza e discrezione nei suoi molteplici ruoli imprenditoriali, istituzionali e politici”.
Una carriera vissuta prevalentemente dietro le quinte dei grandi palcoscenici della politica e dell’editoria italiana, ma sempre guidata da un rigore professionale che i familiari hanno voluto ricordare: “Nel corso della sua attività si è distinta per serietà, energia, riservatezza e rigore professionale, conquistando la stima di colleghi e collaboratori”.
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Un mestiere costruito da zero
Simonetto è stata tra le prime consulenti d’immagine in Italia, in un’epoca in cui questa figura professionale non esisteva ancora nel panorama politico e istituzionale del Paese. Entrata in Mediaset già nel 1982, ha poi iniziato a lavorare direttamente al fianco di Berlusconi dal 1992, occupandosi di ogni aspetto legato alla resa pubblica del Cavaliere: la scelta degli abiti, l’ambientazione dei servizi fotografici, la regia delle convention, le luci, i filtri e persino gli oggetti disposti sui set.
Il colloquio di dieci minuti che cambiò la sua carriera
La storica consulente aveva raccontato più volte, nel corso degli anni, l’inizio di quel sodalizio professionale con Berlusconi, risalente ai primi anni Novanta, descrivendo un colloquio lampo rimasto impresso nella sua memoria. Un incontro di appena dieci minuti ad Arcore che segnò la svolta della sua carriera, come lei stessa aveva raccontato in un’intervista al settimanale Oggi: “Ti guardava fisso per capire se avevi le bollicine. Ti scandagliava l’aura e l’anima, capiva subito se valevi o se eri un cretino. Anche se io gli ho visto tirare fuori del sale anche da dei cretini monumentali. Comunque, l’esame durò dieci minuti. Mi chiese due o tre cose e poi mi disse: ‘Le va bene se cominciamo domani?'”.
Simonetto aveva ricordato di presentarsi a quel colloquio con un buon curriculum, la conoscenza di tre lingue e un’esperienza in Fininvest già dal 1982, pur sapendo che fuori dalla stanza attendevano altre candidate. Dopo tre giorni di silenzio, arrivò la telefonata diretta del futuro premier: “Buongiorno signora, qua non si comincia?”. Da quel momento Simonetto entrò nel vivo della nascita di Forza Italia, partecipando alle prime storiche riunioni in Sardegna e ad Arcore, in un clima ancora pionieristico, fatto – come lei stessa raccontava – solo di “l’inno, l’idea e poco altro”, con i figli più piccoli del Cavaliere che ogni tanto facevano capolino tra le riunioni.
Gli spot del 1994 e la discesa in campo
Il lavoro di Simonetto ha accompagnato alcuni dei momenti più iconici della parabola pubblica di Berlusconi, a partire dagli spot elettorali girati nel 1994 a Villa Macherio, in Brianza, in occasione della celebre discesa in campo. Le riprese si svolgevano all’alba per conciliarsi con gli impegni del leader, e fu proprio Simonetto a curare la scenografia degli interni, comprese le fotografie di famiglia disposte alle spalle del Cavaliere durante le registrazioni.
La leggenda del collant e la gestione delle foto scomode
Intorno al suo lavoro sono nati nel tempo diversi aneddoti entrati a far parte dell’immaginario politico italiano, come quello del collant applicato sull’obiettivo della telecamera per attenuare le rughe sul volto di Berlusconi: una circostanza che la stessa Simonetto ha sempre smentito nel corso della sua vita, definendola semplicemente una leggenda mai confermata. A lei si doveva anche la delicata mediazione con i fotografi nei casi in cui esistessero immagini da tenere lontane dalle pagine dei giornali, dalle foto rubate a Porto Cervo agli scatti che coinvolgevano i familiari del leader.
“Rifarei tutto”
In un’intervista rilasciata al settimanale Oggi nel 2023, Simonetto aveva ripercorso senza rimpianti l’intero percorso professionale trascorso al fianco di Berlusconi, da lei sempre chiamato “il dottore”: “Rifarei tutto, è stata ed è ancora una bellissima avventura, sempre di corsa, sempre senza fiato”. Nella stessa conversazione aveva raccontato con ironia un dettaglio della sua vita privata, rivelando di possedere tredici televisori in casa per non perdere alcun programma. L’unico punto di disaccordo con il Cavaliere, aveva raccontato sorridendo, riguardava l’uso che lui faceva della cipria anti-lucido, ritenuto eccessivo dalla consulente.
Il cordoglio a Milano
La notizia della scomparsa ha suscitato immediato cordoglio nel capoluogo lombardo, l’ambiente in cui Simonetto ha costruito gran parte della sua rete professionale, accompagnando Berlusconi in tutte le sue principali tappe lavorative e istituzionali per due decenni.
I funerali mercoledì a Milano
L’ultimo saluto alla storica manager della comunicazione si terrà mercoledì 8 luglio alle ore 15.00 presso la chiesa di San Camillo, a Milano, dove amici, colleghi e cittadini potranno renderle l’estremo omaggio.




