Meloni e Trump di nuovo faccia a faccia: cosa è successo alla cena della Nato

Francesco Meletti

08/07/2026

Giorgia Meloni ha preso parte alla cena inaugurale del vertice Nato di Ankara insieme ai principali leader dell’Alleanza, scegliendo di mantenere un profilo prudente dopo le recenti tensioni con il presidente americano Donald Trump. La premier italiana ha evitato di alimentare ulteriormente le polemiche, limitandosi a partecipare ai lavori del summit senza rilasciare dichiarazioni sul rapporto con la Casa Bianca.

La giornata è stata caratterizzata da un clima diplomatico particolarmente delicato, con il confronto tra i leader concentrato soprattutto sui principali dossier internazionali e sulla sicurezza globale.

La cena con Trump e gli altri leader della Nato

Alla cena organizzata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno partecipato alcuni dei principali protagonisti della politica internazionale. Oltre a Meloni e Trump erano presenti anche il segretario generale della Nato Mark Rutte, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

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La presidente del Consiglio ha preso posto tra Rutte e Starmer, mentre Trump sedeva a poca distanza. Una disposizione che ha attirato l’attenzione degli osservatori dopo gli attriti emersi nei giorni precedenti tra Roma e Washington.

Al centro i principali dossier internazionali

Nel corso della cena il confronto si è concentrato sulle questioni più urgenti dell’agenda internazionale. Tra i temi affrontati figurano il sostegno all’Ucraina, il futuro della Nato, la sicurezza nello Stretto di Hormuz e il rafforzamento della cooperazione tra gli alleati.

Secondo quanto trapelato, il confronto si è svolto in un clima istituzionale, senza che le recenti polemiche personali tra alcuni leader finissero al centro della discussione.

Il ritardo di Meloni fa discutere

L’arrivo della presidente del Consiglio ad Ankara ha alimentato diverse interpretazioni. Meloni è giunta quando molti dei leader erano già presenti, circostanza che ha fatto ipotizzare, almeno inizialmente, una scelta per evitare incontri informali prima dell’inizio ufficiale del vertice.

Successivamente è emersa anche un’altra ricostruzione, secondo cui il ritardo sarebbe stato causato semplicemente da un rallentamento del corteo durante il trasferimento verso la sede del summit.

Prosegue il dialogo tra Italia e Stati Uniti

Parallelamente ai lavori del vertice, sono proseguiti anche i contatti diplomatici tra Italia e Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio, mentre continuano le interlocuzioni tra le due amministrazioni nel tentativo di mantenere aperto il dialogo.

Nonostante il clima di prudenza, il summit di Ankara rappresenta un’importante occasione di confronto tra gli alleati su sicurezza, difesa e cooperazione internazionale. Per il governo italiano, l’obiettivo resta quello di contribuire ai lavori dell’Alleanza evitando che le recenti tensioni politiche compromettano il rapporto con Washington.