Nel frattempo il clima attorno al caso resta tesissimo. Da una parte la Procura di Pavia continua a sostenere con forza la nuova impostazione investigativa, basata su consulenze tecniche, analisi genetiche, intercettazioni e nuove ricostruzioni della scena del crimine. Dall’altra restano le perplessità di chi ritiene che la sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi abbia già chiarito le responsabilità per il delitto di Garlasco.
La comparsa del nome di Laura Barbaini negli atti aggiunge così un ulteriore elemento di scontro a una vicenda giudiziaria che continua a riaprire interrogativi pesantissimi. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuovo documento sembra infatti destinato a riaccendere polemiche, sospetti e tensioni tra investigatori, magistrati e difese.



