Italia ai Mondiali 2026: si apre la porta del ripescaggio, le condizioni

Giovanni Poloni

15/04/2026

Secondo le indiscrezioni trapelate attraverso The Athletic, la Fifa starebbe valutando l’organizzazione di un super playoff intercontinentale a quattro squadre da disputarsi direttamente nelle sedi dei Mondiali, poco prima dell’inizio ufficiale del torneo. La formula prevede semifinali e finale secca: un mini torneo rapido che trasformerebbe un’esclusione definitiva in una seconda possibilità.

Le quattro squadre coinvolte sarebbero le due nazionali europee con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori, più due selezioni asiatiche. In questo scenario l’Italia, dodicesima nel ranking mondiale, sarebbe la prima candidata europea, seguita probabilmente dalla Danimarca. Una finestra stretta ma concreta, che potrebbe rimettere gli azzurri in gioco a pochi mesi dal fischio d’inizio.

Il regolamento Fifa: la discrezione è tutto

C’è un elemento regolamentare che rende lo scenario ancora più aperto di quanto sembri. L’articolo 6.7 delle norme Fifa stabilisce che in caso di rinuncia di una nazionale, la scelta del sostituto spetta al Consiglio federale “a propria esclusiva discrezione”, senza l’obbligo tassativo di seguire criteri geografici o di classifica. In teoria il posto dell’Iran dovrebbe andare a una squadra asiatica come gli Emirati Arabi Uniti. Ma la Fifa ha sempre tenuto conto anche del peso mediatico e commerciale delle nazionali coinvolte.

L’Italia è la quarta nazionale per titoli mondiali nella storia del calcio, con un seguito globale enorme. La sua presenza o assenza incide sull’interesse del torneo in modo misurabile. Il presidente Gianni Infantino e il Consiglio Fifa di trentasette membri dovranno scegliere se privilegiare la logica geografica o quella dell’audience mondiale. E storicamente la Fifa non ha mai avuto dubbi su quale delle due venga prima.

La politica entra in campo

Le sorti del ripescaggio sono legate a doppio filo all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. La Fifa aveva già ricevuto la proposta di spostare le gare dell’Iran esclusivamente in Messico per evitare la questione politica, ma l’ha respinta per ragioni logistiche. Molto dipenderà anche dall’attività di lobbying all’interno del Consiglio Fifa, dove il presidente della Uefa Aleksander Ceferin potrebbe esercitare pressioni affinché il posto vacante vada a una squadra europea.

Con il fischio d’inizio dei Mondiali fissato per l’11 giugno, le prossime settimane saranno decisive. Il sogno azzurro non è ancora finito. Ma dipende da una guerra, da un governo, e da una federazione che dovrà prendere una decisione storica in tempi molto stretti.