Una decisione destinata a far discutere e che riporta al centro del dibattito uno dei temi più controversi della pandemia. Alcuni infermieri e operatori socio-sanitari sospesi perché non vaccinati dovranno essere risarciti dall’Asl. A stabilirlo è una recente pronuncia che ha giudicato illegittimi alcuni provvedimenti adottati durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria.
Il caso riguarda alcuni professionisti della sanità che, nel pieno delle restrizioni legate al Covid, erano stati sospesi dal lavoro per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale. Una misura che, all’epoca, era stata applicata in modo diffuso per contenere il contagio e garantire la sicurezza nelle strutture sanitarie.
Il nodo del “limbo normativo”
Secondo quanto emerso, il punto centrale della vicenda riguarda un passaggio normativo preciso, avvenuto nel dicembre 2021. Con l’entrata in vigore di nuove disposizioni, il controllo sui requisiti legati al Green pass non era più in capo alle aziende sanitarie, ma agli ordini professionali.
È proprio in questa fase di transizione che si sarebbe creato un vero e proprio “limbo normativo”. Gli operatori sospesi prima del cambio delle regole, infatti, avrebbero dovuto essere riammessi in servizio, dal momento che l’Asl non aveva più la competenza diretta a mantenerli sospesi.
Questa discrepanza tra norme e applicazione concreta ha portato i giudici a considerare illegittimo il periodo di sospensione per alcuni lavoratori coinvolti.
Il risarcimento disposto dal giudice
Nel dettaglio, tre infermieri dovranno essere risarciti per circa due settimane di stipendio non percepito, relativo al periodo compreso tra il 15 e il 28 dicembre 2021.
Per quanto riguarda invece un’operatrice socio-sanitaria, il risarcimento è stato riconosciuto per una ragione differente. In questo caso, l’Asl non avrebbe valutato correttamente la possibilità di assegnare una mansione alternativa, compatibile con le norme di sicurezza, durante la prima fase della sospensione.
Un elemento che ha contribuito a rendere il provvedimento non conforme alle disposizioni vigenti, aprendo la strada al riconoscimento del danno economico.
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