Santanchè indagata per bancarotta: nuovo caso Bioera

Giovanni Poloni

10/02/2026

governo meloni

Si complica ulteriormente la posizione giudiziaria della ministra del Turismo Daniela Santanchè. La procura di Milano ha aperto un nuovo fascicolo per presunta bancarotta legato al fallimento della società Bioera, gruppo attivo nel settore del biologico e della distribuzione alimentare, di cui la ministra è stata presidente fino al 2021.

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L’iscrizione nel registro degli indagati risalirebbe a circa due mesi fa e riguarderebbe, oltre a Santanchè, anche altri ex amministratori della società. L’inchiesta è coordinata dai pm Maria Gravina, Luigi Luzi e Guido Schininnà, che stanno approfondendo le responsabilità nella gestione aziendale precedente al dissesto.

Il fallimento di Bioera e le criticità finanziarie

La vicenda trae origine dalla crisi finanziaria che ha investito Bioera negli ultimi anni, culminata nella liquidazione giudiziale disposta dal tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. Secondo quanto emerso in sede civile, la società presentava diverse criticità strutturali, tra cui l’incapacità di garantire il pagamento dei creditori non aderenti agli accordi di ristrutturazione del debito.

Tra gli elementi contestati figurerebbe anche la mancata esecuzione di un aumento di capitale ritenuto decisivo per il piano di rilancio. La procura dovrà ora stabilire se tali difficoltà siano state il risultato di scelte gestionali imprudenti o se possano configurarsi ipotesi di responsabilità penale.

Le ipotesi di reato e la fase delle indagini

Al centro dell’inchiesta vi è l’ipotesi di bancarotta, una contestazione che richiede l’accertamento di eventuali condotte distrattive, irregolarità contabili o operazioni ritenute dannose per il patrimonio societario. Al momento non risultano richieste di misure cautelari né provvedimenti restrittivi.

L’indagine si trova ancora nella fase preliminare e sarà determinante l’analisi dei flussi finanziari, delle delibere societarie e delle decisioni assunte nel periodo precedente alla crisi definitiva del gruppo.

Un secondo procedimento per bancarotta

Per la ministra non si tratta del primo fascicolo di questo tipo. Un’altra inchiesta per bancarotta riguarda infatti Ki Group srl, altra società collegata allo stesso universo imprenditoriale. I due procedimenti restano formalmente separati, ma delineano un quadro complesso che coinvolge più realtà aziendali riconducibili al medesimo perimetro.

Entrambi i casi si concentrano su presunte irregolarità nella gestione finanziaria e amministrativa, con particolare attenzione alle fasi che hanno preceduto il dissesto.

Il contesto: Visibilia e l’indagine Inps

Il fascicolo Bioera si aggiunge ad altri procedimenti che coinvolgono la ministra. Per la vicenda Visibilia, Santanchè è stata rinviata a giudizio con l’accusa di falso in bilancio. Separatamente, è ancora in corso un’indagine per presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps, legata alla gestione della cassa integrazione durante la pandemia.

I diversi procedimenti non sono tra loro collegati sul piano giudiziario, ma contribuiscono a delineare un momento delicato sotto il profilo politico e istituzionale.

Le possibili ripercussioni politiche

La nuova indagine riaccende inevitabilmente il dibattito sulla permanenza in carica della ministra. Al momento, dal governo non sono giunte indicazioni su eventuali conseguenze politiche, e l’esecutivo continua a distinguere tra fase delle indagini e accertamento definitivo delle responsabilità.

Il caso si inserisce in un clima già acceso, con le opposizioni che chiedono chiarimenti e la maggioranza che richiama al principio di presunzione di innocenza. Molto dipenderà dagli sviluppi delle indagini milanesi e dalle eventuali decisioni della magistratura nelle prossime settimane.

Per ora, la posizione di Santanchè resta quella di persona sottoposta a indagine, in attesa che il quadro probatorio venga definito e che si chiarisca se la vicenda Bioera approderà o meno a una richiesta di rinvio a giudizio.