Incidente tram a Milano, la scoperta shock sull’autista! Perché la tragedia

Giovanni Poloni

28/02/2026

La Procura lavora su più fronti. Gli investigatori starebbero analizzando i tempi di reazione, i dati tecnici, le testimonianze di chi era a bordo. Si cercherebbe di capire se il conducente abbia avuto la possibilità di tentare una manovra correttiva o se, al contrario, l’eventuale malore abbia reso impossibile qualunque intervento. Anche pochi secondi di incoscienza potrebbero spiegare una traiettoria anomala, una frenata tardiva, un errore nello scambio. Ma tutto resta da dimostrare. La linea è quella della cautela assoluta. Nessuna conclusione affrettata, nessuna accusa anticipata. Eppure, tra le righe, prende forma uno scenario che inquieta: la possibilità che la tragedia sia nata da un corpo che cede, non da una volontà che sbaglia.

C’è poi il tema dei controlli sanitari, dei protocolli, delle verifiche periodiche. Domande inevitabili, che però in questa fase restano sullo sfondo. Prima bisognerà stabilire se il malore ci sia stato davvero. Se l’autista abbia percepito un segnale premonitore o se tutto sia accaduto senza avvisaglie. Se abbia provato a reagire o se la perdita di lucidità sia stata totale. Sono dettagli che faranno la differenza tra responsabilità e fatalità. E mentre Milano prova a metabolizzare quanto accaduto, resta sospesa su quel possibile attimo di buio che avrebbe potuto cambiare tutto.

Un attimo di buio e una città ferita

Nel racconto di chi indaga, l’incidente potrebbe essersi consumato in una manciata di secondi. Il tempo di una vertigine, il tempo di un battito. Se l’ipotesi del malore venisse confermata, la vicenda assumerebbe una dimensione ancora più drammatica: non la colpa, ma la fragilità. Non l’errore consapevole, ma l’imprevedibilità del corpo umano. Resta il dolore, restano le conseguenze, resta una città segnata. E resta soprattutto una domanda che solo le indagini potranno sciogliere: è stato davvero un improvviso cedimento fisico a innescare la sequenza fatale? Fino a quando non arriveranno risposte definitive, quel dubbio continuerà a pesare come un’ombra lunga sulla tragedia.