Ilaria Salis contro la parata del 2 giugno: «Va abolita, ridiamo alla Festa il suo carattere civile»

Giovanni Poloni

02/06/2026

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Una ricorrenza dal forte valore simbolico

Le parole dell’eurodeputata arrivano in una giornata particolarmente sentita. Il 2 giugno celebra infatti la nascita della Repubblica italiana, scelta dai cittadini con il referendum del 1946, quando l’Italia decise di abbandonare la monarchia per abbracciare la democrazia parlamentare.

Da decenni la parata lungo i Fori Imperiali rappresenta uno dei momenti più riconoscibili della ricorrenza, simbolo dell’unità nazionale e del legame tra istituzioni, cittadini e forze armate. Proprio per questo, mettere in discussione la sfilata significa toccare un nervo scoperto del dibattito pubblico.

Un tema che torna a dividere

La questione sollevata da Salis non è del tutto inedita: il significato e la forma delle celebrazioni del 2 giugno sono da tempo oggetto di posizioni contrapposte. Da un lato chi vede nella parata una doverosa espressione di orgoglio nazionale e di omaggio a chi serve lo Stato; dall’altro chi, come l’esponente di Avs, vorrebbe spostare l’accento sui valori civili e partecipativi della Repubblica.

Difficile, almeno per ora, immaginare un cambiamento concreto. 

Una domanda che, complice il clima internazionale segnato da tensioni e conflitti, rischia di accompagnare l’opinione pubblica ben oltre la giornata di festa. E che, ancora una volta, vede la politica spaccarsi su un simbolo tanto amato quanto discusso.