Una carriera costruita a colpi di gol
Igor Protti è stato uno degli attaccanti più amati del calcio italiano. Il suo nome resta indissolubilmente legato al Bari, con cui nella stagione 1995-1996 conquistò il titolo di capocannoniere della Serie A grazie a 24 reti.
Un’impresa rimasta nella storia, resa ancora più straordinaria dal fatto che il Bari retrocesse nonostante i suoi gol. Nel corso della carriera ha vestito anche le maglie di Lazio e Napoli, ma è a Livorno che ha costruito il legame più profondo della sua vita calcistica.
Nella città toscana è diventato una vera e propria bandiera, simbolo di appartenenza, sacrificio e attaccamento alla maglia. Ancora oggi viene ricordato come uno dei calciatori più rappresentativi della storia amaranto.
Le ultime immagini con la figlia Noemi
Negli ultimi mesi Protti aveva scelto di mantenere un profilo riservato. Le ultime immagini pubbliche condivise sui social lo ritraggono durante il matrimonio della figlia Noemi.
Fotografie che oggi assumono un significato ancora più intenso: l’ex attaccante appare sorridente mentre accompagna la figlia all’altare e la abbraccia con emozione. Scatti che nelle ultime ore sono stati sommersi da migliaia di messaggi di affetto e che rappresentano uno degli ultimi momenti pubblici della sua vita.
Per molti tifosi quelle immagini raccontano il ritratto di un uomo che, nonostante la malattia, ha voluto vivere pienamente ogni istante accanto alle persone che amava.
L’ultimo saluto a Cecina
La famiglia ha comunicato che sarà possibile rendere omaggio a Igor Protti presso la stanza del commiato Frongillo, nel cimitero di Cecina. Si prevede una grande partecipazione di tifosi provenienti da diverse città italiane, in particolare da Livorno e Bari, le due piazze che più di tutte lo hanno amato.
La scomparsa di Protti lascia un vuoto enorme nel mondo del calcio. Per molti non era soltanto un bomber, ma l’emblema di un calcio autentico fatto di passione, appartenenza e valori.
Oggi il suo nome continua a vivere nei ricordi di chi lo ha visto giocare e nelle parole del suo ultimo messaggio. Quel “fischio finale” scritto con straordinaria dignità resta il simbolo di una vita affrontata con coraggio fino all’ultimo minuto.





