Futuro Nazionale, l’assemblea di Vannacci finisce nel caos: spintoni e tessere strappate

Giovanni Poloni

16/06/2026

E Roberto Vannacci? Il generale in congedo avrebbe scelto di delegare ad altri queste questioni più organizzative, allontanandosi prontamente già nella giornata di domenica. Beghe interne che, almeno per il momento, non sembra intenzionato a gestire in prima persona, preferendo concentrarsi sulla dimensione politica e mediatica del progetto.

Del resto, dal suo punto di vista, il quadro appare tutt’altro che sfavorevole: il partito viaggia con il vento in poppa e in molti, provenienti da altre forze, cercano di salire a bordo. Una crescita che coincide, non a caso, con le crescenti difficoltà della Lega, da cui arriva una fetta consistente dei nuovi aderenti.

Un’organizzazione ancora in rodaggio

Resta però un nodo evidente: l’organizzazione interna è ancora tutta da mettere a punto. Oltre 100mila iscritti raccolti in poche settimane, piccoli gruppi territoriali difficili da monitorare e notabili in arrivo da altri partiti della destra, pronti ad applicare metodi consolidati per conquistare peso interno. Tutti ingredienti di una macchina politica ancora in fase di assestamento.

L’incognita Alemanno

In questo scenario diventa centrale il ruolo atteso di Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma, figura di lunga militanza nel mondo della destra, potrebbe portare con sé un’esperienza organizzativa preziosa per dare ordine a una struttura ancora caotica.

Ma è proprio qui che si apre l’interrogativo decisivo: Vannacci avrà davvero la volontà di affiancarsi una personalità tanto autorevole quanto ingombrante? Un nodo politico non secondario, intrecciato alle tensioni di questi giorni, che dirà molto sul futuro assetto di un movimento in crescita rapida e, a tratti, turbolenta.