Fornero si racconta per la prima volta: “Da adolescente ero anoressica”

Giovanni Poloni

08/06/2026

Elsa Fornero ex ministro Lavoro governo Monti - intervista Corriere della Sera giugno 2026, racconta anoressia adolescenza e caso esodati volontà danneggiarmi

C’è una Elsa Fornero che il pubblico italiano non aveva ancora conosciuto. Non la ministra che pianse in diretta annunciando la riforma delle pensioni, non il bersaglio preferito di mezza classe politica italiana, non l’economista che divide.

C’è una donna che da adolescente combatteva un rapporto difficile con il cibo, che ricevette una telefonata con un’ora di tempo per cambiare la propria vita, e che oggi, per la prima volta con questa chiarezza, dice che dietro il caso degli esodati c’era anche «la volontà di danneggiarmi». L’intervista al Corriere della Sera è uno dei racconti più intimi che Fornero abbia mai rilasciato.

La finestra, i libri e il disagio: l’adolescenza difficile

Il racconto comincia dall’infanzia, in un ambiente familiare in cui lo studio era già una questione seria. «Ricordo che, durante l’adolescenza, osservavo la vita quotidiana scorrere dalla finestra della stanza in cui studiavo. Il tempo del gioco era finito». Ma insieme all’impegno accademico arrivò qualcosa di più oscuro: «Con l’adolescenza arrivò il disagio. Erano gli anni in cui iniziò il mio rapporto difficile con il cibo. Allora non esisteva ancora la diagnosi di “anoressia”».

Il medico del paese, con le parole schiette di un’epoca diversa, le disse: «Ricordati, è meglio un asino sano di un dottore malato». Il problema durò qualche anno, racconta, senza mai mettere a rischio la sua vita. «Da allora, tutta la mia vita l’ho vissuta all’insegna della ricerca dell’equilibrio». Una frase che suona come la chiave di lettura di tutto ciò che sarebbe venuto dopo.

Monti chiama alle 9.40: “Devi rispondermi entro le 11”

Saltiamo avanti di decenni. È il 15 novembre 2011 e il telefono di Fornero squilla. Dall’altra parte c’è Mario Monti. Le parole sono quelle di chi non ha tempo da perdere: «Confido che tu mi dica di sì, ma devi darmi la risposta entro le 11». Meno di novanta minuti per decidere se accettare il ministero del Lavoro in uno dei momenti più difficili della storia economica italiana recente.

Prima di rispondere, Fornero vuole parlare con suo marito, l’economista Mario Deaglio. La risposta di lui è quella di un uomo che capisce subito il peso della situazione: «Mi avvertì che la scelta avrebbe sconvolto la nostra vita ma che non avrei potuto rifiutare per senso di responsabilità». E così andò. Arrivata negli ambienti romani, però, l’accoglienza fu tutt’altro che calorosa. Fu percepita come «una signora torinese poco esperta delle sottigliezze romane. Una visione paternalistica secondo la quale avrei dovuto “essere guidata”». Un pregiudizio che avrebbe pesato, e molto.

Gli esodati: la terza causa che nessuno si aspettava