Di segno opposto la versione fornita da Israele. Il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un video delle perquisizioni effettuate a bordo di una delle imbarcazioni, sostenendo che il materiale trovato non corrisponderebbe a quello annunciato dagli organizzatori come aiuti sanitari.
This is the “medical aid” found aboard the PR stunt flotilla: condoms and drugs pic.twitter.com/RKiHrGLWfw
— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) April 29, 2026
Secondo le autorità israeliane, durante i controlli sarebbero stati rinvenuti oggetti non compatibili con il carico medico dichiarato. Il governo israeliano sostiene che tutte le eventuali forniture destinate alla popolazione di Gaza possano essere consegnate attraverso il porto di Ashdod, dove verrebbero sottoposte a verifica prima dell’ingresso nella Striscia.
Perché il caso divide
L’episodio ha riacceso il confronto internazionale sul blocco navale imposto attorno a Gaza. Per gli attivisti si tratterebbe di un’operazione condotta oltre i limiti del diritto internazionale, mentre Israele ribadisce che ogni imbarcazione diretta verso la Striscia deve essere controllata per motivi di sicurezza.
La distanza tra le due versioni resta ampia e, come spesso accade in casi simili, i filmati diffusi nelle ore successive stanno diventando il centro della battaglia narrativa tra le parti coinvolte.
Le prossime ore saranno decisive
Resta ora da capire quale sarà la sorte delle imbarcazioni ancora in navigazione e delle persone fermate durante l’operazione. Diversi governi europei stanno monitorando la situazione, mentre cresce la pressione diplomatica per ottenere un chiarimento ufficiale su quanto avvenuto nel Mediterraneo.
La vicenda rischia di trasformarsi in un nuovo incidente internazionale, in un momento già segnato da fortissime tensioni nella regione. E proprio i video delle perquisizioni potrebbero diventare uno degli elementi centrali per comprendere cosa sia realmente accaduto a bordo.



