Mentre si attendono sviluppi sul fronte giudiziario, la situazione si è complicata ulteriormente con il ricovero della gemellina all’ospedale di Vasto per un problema respiratorio. Le condizioni cliniche sono in miglioramento, ma i genitori hanno fatto sapere agli amici che la bambina «è spaventata, è triste», chiusa in una stanza d’ospedale senza la presenza costante di mamma e papà.
Catherine e Nathan possono vederla soltanto un’ora al giorno, sempre sotto la supervisione di una responsabile della casa famiglia. Una condizione che, secondo la coppia, aggrava la sofferenza emotiva già prodotta dalla separazione forzata — la stessa documentata dall’audio straziante del bambino nella notte, quando uno dei figli aveva confidato alla madre: «Mamma, ho paura di non tornare a casa».
La conferenza stampa alla Camera: «Una crudeltà estrema»
Il 22 aprile 2026, Nathan e Catherine sono stati convocati a Montecitorio per una conferenza stampa promossa dalla presidente della Commissione infanzia Michela Vittoria Brambilla, dal titolo “Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco”. Entrambi visibilmente provati, hanno letto messaggi carichi di dolore. Nathan ha parlato dei «cinque mesi più difficili della nostra vita», della gioia distrutta dei figli, della coppia più unita che mai nel desiderio di ritornare una famiglia. Catherine ha alzato il tiro: «Non ho mai visto né sentito una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli. Mi sento impotente, e lo sono ancora di più da donna».
Ha letto anche un messaggio del figlio, ricevuto nel giorno del suo compleanno: «Auguri mamma, ti auguro buon compleanno, con tutti gli animali e gli altri fratelli vorrei fossimo lì, mi manchi moltissimo e ci stiamo facendo forza per uscire da qui». Un appello che Catherine ha poi esteso fino al Quirinale: ha scritto direttamente al presidente Mattarella chiedendo il suo intervento.
Brambilla ha definito la vicenda «una violenza di Stato» e ha chiesto che il caso serva da punto di partenza per riformare le procedure di allontanamento dei minori dalle famiglie: «Non avrò pace fino a che questa famiglia non sarà riunita».
I conti correnti e le indagini patrimoniali sulla coppia
Nel corso delle settimane, la vicenda si è arricchita di un ulteriore capitolo. Le autorità hanno disposto controlli bancari sulla coppia angloaustraliana: quanto emerso dai controlli sui conti correnti di Nathan e Catherine ha aggiunto un elemento di complessità al quadro già intricato, alimentando il dibattito sulla reale situazione economica della famiglia e sulla sostenibilità del loro stile di vita alternativo.
Cosa cambia adesso
Il quadro resta sospeso tra due forze opposte: da un lato il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che ha sospeso il trasferimento dei bambini ma non ha ancora sciolto i nodi principali sulla responsabilità genitoriale; dall’altro una pressione pubblica e istituzionale crescente, con il Comune di Palmoli che offre casa e sostegno, e parlamentari che chiedono il ricongiungimento. La perizia psichiatrica depositata agli atti parla di «genitori inadeguati» e sconsiglia il ricongiungimento immediato. La difesa, con l’avvocato Pillon, esclude ipotesi di affidamento o adozione. Catherine e Nathan aspettano. I bambini anche.
