Un altro fronte cruciale individuato dall’esperto è quello del microbioma intestinale.
Bernetti lo definisce un «secondo cervello» dell’organismo, sempre più considerato centrale nella medicina sportiva di alto livello. «Il microbioma intestinale potrebbe essere alterato dai continui fusi orari, dai cambi di dieta e dallo stress agonistico» spiega. «Un intestino in salute migliora le difese immunitarie, riduce il rischio di patologie infettive e implementa lo stato di salute in generale».
La vita di un tennista professionista — con i suoi spostamenti intercontinentali settimanali, i cambi di alimentazione, i jet lag, i ritmi di sonno irregolari — è tra le più stressanti per il microbioma. Un equilibrio fragile che, se alterato, può produrre effetti a cascata su tutto l’organismo senza che i sintomi siano immediatamente riconducibili a una causa precisa.
L’allergia ai pollini: già a Madrid aveva creato problemi
C’è poi un elemento che molti avevano dimenticato ma che Bernetti rimette al centro dell’analisi: la nota allergia ai pollini di Sinner, che in passato lo aveva già condizionato significativamente a Madrid e in altre occasioni. «Quando Sinner si è ritirato a Parigi, il livello di polline era molto alto, così come il livello di alcuni inquinanti» spiega l’esperto. «Fattori che in un soggetto predisposto sono potenzialmente pericolosi, specialmente sotto sforzo».
Il Roland Garros si disputa in una delle stagioni più critiche per chi soffre di allergie stagionali: la concentrazione di pollini in Francia a fine maggio e inizio giugno è tra le più elevate dell’anno. Uno sforzo fisico estremo in queste condizioni può scatenare o aggravare una risposta allergica in modo improvviso, con effetti che vanno ben oltre il semplice starnuto. Non è escluso che gli accertamenti al San Raffaele includano approfondimenti specifici di natura respiratoria e allergologica.
Anche Agassi interviene: “Non ci sono scuse se crolli in due ore”
Il caso Sinner ha attirato l’attenzione anche di Andre Agassi, leggenda del tennis mondiale, che ha commentato senza mezze misure: «Se crolli in meno di due ore non ci sono scuse. Deve cambiare qualcosa». Parole dure, che riflettono la preoccupazione del mondo del tennis per le condizioni fisiche del campione più forte del momento. Non un attacco personale, ma la constatazione che qualcosa nel sistema di gestione fisica di Sinner va rivisto in profondità.
Verso Wimbledon: la road map del recupero
Nonostante tutto, lo sguardo è già proiettato in avanti. Dopo gli accertamenti al San Raffaele — che secondo quanto trapela potrebbero proseguire anche nella giornata di martedì 9 giugno — Sinner è atteso da un periodo di riposo e da una ripresa graduale degli allenamenti in vista di Wimbledon, il torneo sull’erba che il campione ha già vinto nel 2025 e che rappresenta l’obiettivo principale della seconda parte della stagione. La road map prevede esami al J-Medical, riposo assoluto e poi allenamenti progressivi. Ma prima di tutto, la risposta alla domanda che nessuno ha ancora saputo dare con certezza: cosa sta succedendo davvero al corpo di Jannik Sinner?


