Non bastava il clima già teso nel centrosinistra italiano. Ci ha pensato Giuseppe Conte a far saltare definitivamente il banco, con un libro che — ancora prima di arrivare in libreria — ha scatenato uno dei botta e risposta più violenti degli ultimi anni nella politica italiana. Il bersaglio delle sue rivelazioni, Luigi Di Maio, non ha aspettato nemmeno ventiquattr’ore per rispondere. E lo ha fatto senza guanti.
Il libro di Giuseppe Conte
Si intitola Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia e viene presentato lunedì 13 aprile al Tempio di Adriano di Roma. Ma già nelle ore precedenti, le anticipazioni trapelate sulla stampa hanno fatto esplodere la giornata politica. Conte vi racconta retroscena inediti su alcuni dei momenti più delicati della recente storia italiana: la corsa al Quirinale del gennaio 2022 e i mesi tormentati del governo Draghi.
Sul Quirinale, l’ex premier rivela che la candidatura di Elisabetta Belloni alla presidenza della Repubblica era sostenuta da un fronte larghissimo — Salvini, Meloni, parte del centrosinistra — prima che venisse bruciata da un “attacco concentrico” partito da Matteo Renzi, Lorenzo Guerini e da Di Maio stesso, descritto come “deciso a contrastare qualsiasi nominativo appoggiato da me”.
Sul governo Draghi, Conte racconta di essersi trovato costantemente sotto pressione, con Beppe Grillo che aveva costruito un canale personale con l’allora premier. Un rapporto usato, a suo dire, per “tenere sotto scacco politico il Movimento”. Il colpo più duro: Draghi avrebbe cercato di convincere Grillo a isolare Conte per favorire Di Maio al suo posto.
Di Maio va a fuoco: “Episodio completamente falso”
La risposta di Di Maio — oggi rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico — è arrivata via Instagram, in tre storie consecutive cariche di irritazione. Ha cominciato rivendicando con orgoglio i due presunti capi d’accusa: aver sostenuto la rielezione di Mattarella e aver goduto della stima di Draghi. “Due cose di cui sono profondamente orgoglioso”, ha scritto.
Poi è entrato nel vivo. L’episodio sul presunto tentativo di Draghi di sostituire Conte con lui sarebbe, parola di Di Maio, “completamente falso”. E il fatto che la fonte originale — il sociologo Domenico De Masi, nel frattempo scomparso — non possa più replicare, rende la cosa ancora più grave agli occhi dell’ex ministro. La sua definizione è lapidaria: “Una pessima caduta di stile”.
Il paradosso che inchioda Conte

