Un altro elemento sotto osservazione riguarda la promozione del libro “La voce di Iside”, presentato in più occasioni durante eventi organizzati dalle Prefetture.



Questi incontri si sarebbero svolti nel periodo in cui la relazione con il ministro sarebbe già iniziata, sollevando dubbi su possibili facilitazioni, anche se non emergono collegamenti diretti con fondi pubblici.
Alcune ricostruzioni parlano inoltre di una modalità particolare nella gestione delle copie vendute durante gli eventi, con passaggi intermedi che avrebbero coinvolto direttamente l’autrice.
A rendere la questione ancora più discussa è la coincidenza tra i temi trattati nei libri e alcuni finanziamenti stanziati dal Ministero dell’Interno negli stessi anni, pur senza prove di legami diretti.
Il giallo dei titoli accademici
Tra i punti più controversi emerge quello legato ai titoli di studio. In diversi contesti pubblici, Claudia Conte sarebbe stata presentata come laureata alla Luiss e in possesso di ulteriori qualifiche.
Tuttavia, tali titoli non risulterebbero verificabili. Nei curriculum disponibili, infatti, non vengono indicati con precisione né l’ateneo né eventuali percorsi post-laurea.
Una discrepanza che alimenta sospetti e che, al momento, non ha ancora ricevuto una risposta chiara e definitiva.
Un caso destinato a far discutere
La vicenda resta aperta e in continua evoluzione. Tra incarichi sospesi, dubbi sulla trasparenza e interrogativi irrisolti, il caso di Claudia Conte continua ad attirare attenzione mediatica e politica.
Le prossime mosse della giornalista e le eventuali verifiche delle istituzioni saranno decisive per chiarire una situazione che, al momento, presenta ancora molte zone d’ombra.

