L’inchiesta “Cremlino gate” e le presunte influenze russe
L’inchiesta “Cremlino gate”, condotta da Ivan Grieco per Pulp Podcast, ha riportato sotto i riflettori presunti tentativi di influenza della propaganda russa in Italia. Secondo quanto riportato, il Fatto Quotidiano potrebbe essere coinvolto in flussi finanziari non chiariti provenienti da paesi extra-Ue, alimentando il dibattito politico nazionale.
La denuncia della giornalista anonima
Nel podcast, viene intervistata una donna indicata come giornalista del Fatto, la cui voce è camuffata. La giornalista denuncia episodi di mobbing e censura legati alla sua copertura del conflitto in Ucraina, sottolineando come non le sia stato possibile pubblicare liberamente i propri articoli. La vicenda solleva interrogativi sulla libertà editoriale interna alla testata e sulla gestione dei rapporti con la direzione.
Il milione sospetto: tra Warner Media e fonti extra-Ue
Altro punto critico dell’inchiesta riguarda un presunto finanziamento di circa un milione di euro alla società editrice del Fatto Quotidiano, attribuito alla Warner Media Londra per i diritti di Loft Produzioni. Tuttavia, secondo il giornalista Aldo Torchiaro, le informazioni contabili non risultano trasparenti e alcune risposte ricevute sono state intimidatorie, con minacce di querele. La mancanza di chiarezza ha alimentato il sospetto di operazioni di influenza estera.
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La reazione di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia ha annunciato una interrogazione parlamentare strong ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Alberto Barachini e la richiesta di audizione dei vertici del Fatto Quotidiano. I deputati Federico Mollicone e Alessandro Amorese hanno dichiarato: “Se confermati, flussi finanziari di questa portata provenienti da aree extra-Ue verso una testata nazionale richiederebbero un’immediata operazione di trasparenza. La libertà di stampa non può diventare uno scudo per operazioni di influenza straniera volte a destabilizzare il dibattito pubblico”.
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