Nuove ombre si addensano sul processo per la morte di Diego Armando Maradona. Il procedimento, che vede imputati i sette medici che avevano in cura il campione argentino durante la degenza successiva a un delicato intervento alla testa per la rimozione di un ematoma subdurale, rischia ora un secondo, clamoroso annullamento.
Lo scambio di cartelle cliniche
Mercoledì scorso è emerso che una delle cartelle cliniche utilizzate nella perizia degli esperti dell’accusa apparterebbe in realtà al padre dello stesso Maradona, e non al campione. Un episodio per il quale viene ora chiamata in causa la responsabilità dell’assicurazione sanitaria privata Swiss Medical, a cui era iscritto il defunto ex calciatore di Napoli e della Nazionale argentina.
Le parole del pm Ferrari: “Tesa una trappola”
A commentare la vicenda, prima di entrare in tribunale, è stato uno dei pubblici ministeri del processo, Patricio Ferrari, secondo cui solamente chi avrebbe organizzato lo scambio poteva sapere dove fosse nascosta la cartella clinica errata. Durante il dibattimento, lo stesso magistrato ha poi definito l’episodio un’operazione mediatica pensata per confondere le acque, sostenendo che chi ha commesso l’irregolarità stia ora cercando di far cadere il processo proprio quando si avvicina alla conclusione, pur assicurando che questo tentativo non avrà successo.
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La richiesta di perquisizione
Al termine del proprio intervento, il pm Ferrari, insieme all’avvocato delle figlie di Maradona, Fernando Burlando, ha richiesto la perquisizione degli uffici dell’assicurazione sanitaria e delle due cliniche in cui il campione era stato curato, con l’obiettivo di sequestrare le cartelle cliniche originali e fare chiarezza definitiva sull’accaduto.
Un processo già segnato da un precedente annullamento
Non è la prima volta che il procedimento sulla morte di Maradona attraversa una fase di stallo: il riferimento a un “secondo” possibile annullamento conferma come il processo sia già stato interrotto in passato, riportando ancora una volta l’attenzione internazionale su una vicenda giudiziaria che continua a essere segnata da colpi di scena.
Fonte: Dagospia, con dati Ansa






