Multata per il topless sul fiume, fa ricorso: il caso finisce davanti al giudice

Francesco Meletti

01/07/2026

Una semplice giornata trascorsa sulle rive di un fiume per rilassarsi al sole si è trasformata in una lunga battaglia legale destinata a concludersi soltanto tra diversi mesi. Al centro della vicenda c’è una multa da 105 euro che ha acceso il dibattito sui limiti della pubblica decenza, sulla libertà individuale e sulle differenti sensibilità culturali legate al corpo femminile.

Quella che inizialmente poteva sembrare una normale sanzione amministrativa è infatti diventata un caso destinato ad approdare davanti a un giudice. La protagonista, una donna di origini brasiliane che vive in Italia da oltre trent’anni e lavora come badante, ha deciso di opporsi formalmente al verbale, sostenendo di non aver commesso alcuna violazione.

La battaglia legale sul topless finisce davanti al giudice

L’episodio risale al 4 giugno 2021, quando Maria José Bordalo Nunes si trovava lungo il fiume Natisone, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine. La donna aveva scelto un tratto del greto per trascorrere qualche ora di relax. Dopo essersi tolta la parte superiore del costume per prendere il sole, si sarebbe addormentata, fino all’arrivo della polizia locale.

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Secondo quanto riportato nel verbale degli agenti, la donna sarebbe stata chiaramente visibile dalla pubblica via, in particolare dal Ponte del Diavolo. I vigili le hanno contestato un comportamento ritenuto lesivo della pubblica decenza, sottolineando come fosse sdraiata indossando soltanto un perizoma nero e con il seno scoperto. Da qui la sanzione amministrativa di 105 euro, che la 55enne ha deciso di impugnare.

L’udienza davanti al giudice di pace è stata fissata per il 10 febbraio 2027. In quella sede verrà stabilita la legittimità o meno della sanzione. La donna, assistita da un avvocato, sostiene di essere pronta a difendere le proprie ragioni.

Nel ricostruire l’accaduto, Bordalo Nunes afferma che nel punto in cui si trovava non ci fossero altre persone e che non fossero presenti né bambini né anziani. Sostiene inoltre di non aver visto alcun cartello che vietasse il topless o la permanenza in quella zona. Racconta anche di aver sentito alcune persone gridare dal ponte mentre dormiva, poco prima dell’arrivo degli agenti.

La donna spiega di essere abituata da sempre a prendere il sole senza reggiseno sia in spiaggia sia in piscina e di non aver mai ricevuto contestazioni simili. «Per me il topless è libertà», afferma, sostenendo che il caso rifletta anche una differenza culturale tra il Brasile e l’Italia nel modo di considerare il corpo femminile.

Tra le argomentazioni avanzate c’è anche il riferimento ad alcune manifestazioni pubbliche, come i Pride, durante le quali, a suo giudizio, molte persone sfilano con abiti molto succinti o parzialmente svestite. Per questo ritiene che dovrebbe essere consentito anche prendere il sole in topless senza rischiare una sanzione.

Sui social la vicenda continua a dividere. C’è chi considera la multa eccessiva e chi, invece, sostiene che le regole vadano rispettate. Nel frattempo la donna racconta di vivere la situazione con apprensione e di scegliere oggi luoghi sempre più isolati per prendere il sole, nel timore di ricevere nuove contestazioni.