Attentato a Sigfrido Ranucci, svolta nelle indagini: quattro arresti

Francesco Meletti

30/06/2026

Svolta nelle indagini sull’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci. I carabinieri hanno eseguito quattro misure cautelari, tre in carcere e una agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Gli arresti sono stati effettuati tra le province di Napoli e Avellino.

L’attentato davanti all’abitazione di Ranucci

L’inchiesta riguarda l’esplosione avvenuta la sera del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista a Torvaianica, nel comune di Pomezia. Un ordigno ad alto potenziale fu fatto esplodere davanti al cancello della proprietà, distruggendo due automobili parcheggiate e provocando ingenti danni al muro di cinta. L’esplosione mise in pericolo anche i residenti della zona.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

Le indagini, condotte dai Nuclei investigativi di Roma e Frascati, hanno permesso di ricostruire la preparazione dell’attentato attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i rilievi tecnico-scientifici e il traffico telefonico.

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Secondo gli investigatori, l’ordigno era stato confezionato con gelatina da cava, un esplosivo ad alto potenziale. Determinante anche il monitoraggio di una Fiat 500X noleggiata in Campania, individuata lungo la strada statale Pontina e seguita grazie ai dati dei ripetitori telefonici fino al luogo dell’esplosione.

Le verifiche hanno inoltre documentato diversi sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti all’attentato, segno di una pianificazione accurata dell’azione.

L’ipotesi dei mandanti

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, gli arrestati avrebbero agito su commissione, ricevendo l’incarico da persone che non sono ancora state identificate. Le indagini sono ora concentrate sull’individuazione dei presunti mandanti.

Gli investigatori contestano inoltre tentativi di inquinamento delle prove. Gli indagati avrebbero cercato eventuali microspie, distrutto schede SIM e discusso strategie per proteggere chi avrebbe ordinato l’attentato, valutando anche la possibilità di una fuga all’estero.

Contestualmente agli arresti sono state eseguite nuove perquisizioni nei confronti di altri soggetti ritenuti coinvolti nella fornitura dell’esplosivo e nel supporto logistico. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.