Si è aperto tra tensioni e momenti di forte emozione il processo per l’omicidio di Pamela Genini, la giovane di 29 anni uccisa a Milano il 14 ottobre 2025. Una delle prime decisioni della Corte d’Assise è destinata a far discutere: i giudici hanno infatti respinto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da un uomo che sosteneva di aver avuto una relazione sentimentale con la vittima.
La scelta è arrivata al termine di un acceso confronto in aula, dove si sono scontrate tesi opposte sulla natura del rapporto tra i due. Da una parte la richiesta di essere riconosciuto come persona offesa dal reato, dall’altra le contestazioni della Procura e dei familiari della giovane. Alla fine, la Corte ha stabilito che non vi fossero gli elementi necessari per accogliere l’istanza.
La decisione dei giudici
Secondo quanto emerso nel corso dell’udienza, il rapporto sentimentale sarebbe durato pochi mesi e non sarebbe stato caratterizzato da una convivenza stabile e continuativa. Un elemento che, secondo la Corte d’Assise, non consente di riconoscere la legittimazione alla costituzione di parte civile nel procedimento.
Anche le rappresentanti della pubblica accusa avevano espresso parere contrario all’ammissione, sostenendo che la documentazione raccolta non fosse sufficiente a dimostrare un legame assimilabile a quello richiesto dalla normativa vigente.
Oltre a questa richiesta, i giudici hanno respinto anche le istanze presentate da due associazioni impegnate nella tutela delle donne vittime di violenza. Sono stati invece ammessi come parti civili la madre della vittima e i suoi fratelli, che continueranno a partecipare al processo per chiedere piena verità e giustizia.
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