Garlasco, terremoto in procura: l’ex capitano dei carabinieri ora è indagato

Francesco Meletti

10/05/2026

Nuovi sviluppi scuotono ancora una volta il caso del delitto di Garlasco. Al centro dell’attenzione della Procura di Pavia è finito l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, oggi indagato per false informazioni al pubblico ministero nell’ambito della nuova inchiesta legata all’omicidio di Chiara Poggi.

La vicenda ruota attorno ad alcune presunte anomalie nei verbali degli interrogatori effettuati il 4 ottobre 2008 sugli amici di Marco Poggi, fratello della vittima. Cassese, che all’epoca coordinava le indagini sul delitto di Garlasco, è stato ascoltato lo scorso 27 giugno davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alla pm Giuliana Rizza.

L’ex capitano dei carabinieri sotto indagine

Durante l’audizione, i magistrati hanno contestato all’ex ufficiale una serie di incongruenze relative agli orari riportati nei verbali. Secondo la Procura, alcuni interrogatori sarebbero stati svolti contemporaneamente negli stessi locali e dagli stessi militari, circostanza ritenuta incompatibile con quanto formalmente annotato negli atti.

Tra gli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti c’è anche la consegna dello scontrino-parcheggio di Vigevano da parte di Andrea Sempio, documento considerato per anni uno degli elementi centrali dell’alibi del giovane.

Gli investigatori sospettano oggi che quel documento possa essere stato recuperato dalla madre di Sempio e non direttamente da lui. Durante l’interrogatorio del 2008, inoltre, il ragazzo avrebbe avuto un malore tale da richiedere l’intervento di un’ambulanza, episodio che però non risulterebbe riportato nel verbale ufficiale.

Il nodo del verbale e il “deficit di memoria”

Interrogato dai magistrati, Cassese ha spiegato di non ricordare diversi passaggi legati a quella giornata. In particolare, ha dichiarato: “Non escludo, anche se non ne ho ricordo, che il verbale di Sempio sia stato interrotto”.

La Procura ha poi mostrato all’ex ufficiale la sovrapposizione degli orari tra l’interrogatorio di Sempio e quello di altri amici del gruppo, tra cui Alessandro Biasibetti e Mattia Capra.

Secondo i magistrati, le tempistiche riportate nei verbali renderebbero impossibile lo svolgimento simultaneo delle attività investigative così come descritte negli atti.

Il momento più teso dell’audizione sarebbe arrivato quando i pm hanno chiesto conto del malore accusato da Andrea Sempio. Dopo le risposte considerate evasive dell’ex capitano, gli investigatori hanno mostrato la scheda sanitaria dell’ambulanza intervenuta alle 11.19 per una “lipotimia”.

Davanti all’ennesimo “non ricordo” pronunciato da Cassese, il pubblico ministero avrebbe quindi interrotto il verbale richiamando l’articolo 371 bis del codice penale, relativo alle dichiarazioni false o reticenti rese ai magistrati.

L’iscrizione nel registro degli indagati

Poco dopo l’audizione, Gennaro Cassese è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati per false informazioni al pm. La notizia ha provocato un forte clamore mediatico, anche perché l’ex ufficiale è spesso intervenuto negli ultimi anni in diverse trasmissioni televisive come esperto del caso Garlasco.

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