Garlasco, parla Feltri: “Fatemi dire una cosa su Sempio e Stasi”

Giovanni Poloni

07/05/2026

Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, non usa mezze misure su Garlasco. In un’intervista a TgCom24, il giornalista e commentatore politico smonta con la stessa sicurezza sia la condanna di Alberto Stasi che le nuove indagini su Andrea Sempio: innocenti entrambi, secondo lui. E sulla giustizia italiana pronuncia una sentenza definitiva: “È schizofrenica”.

“Stasi non c’entra nulla — mai visto nei suoi occhi lo sguardo di un assassino”

Feltri conosce Stasi personalmente. Va al ristorante con lui un paio di volte al mese. Non è una conoscenza superficiale, ma un’amicizia costruita nel tempo, nata proprio parlando di Garlasco. E quella vicinanza lo rende ancora più convinto: “L’ho conosciuto bene ormai. E quando conosci una persona, nel giro di due o tre incontri, te ne rendi conto: lui non c’entra nulla. Mai visto nei suoi occhi lo sguardo di un assassino”.

La sua certezza sull’innocenza di Stasi risale al primo giorno — e non è mai cambiata. Tantomeno dopo le sentenze: “Come si fa a dire che è stato lui? Bastavano dieci minuti di attenzione. Nel processo di primo grado e di secondo grado è stato assolto. Non è normale la sentenza della Cassazione: quelle di primo e secondo grado dicono già tutto molto bene”.

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“Sempio non c’entra niente nemmeno lui — stessa macchina del fango”

Il colpo di scena dell’intervista è quando Feltri allarga il giudizio anche al nuovo indagato. Non solo Stasi è innocente — secondo il direttore non c’entra nulla nemmeno Andrea Sempio: “La mia sensazione è che non c’entri nulla nemmeno lui, ma temo che venga triturato dalla stessa macchina del fango”. Le prove, a suo giudizio, non sono solide. E la sfiducia nella magistratura è totale: “Non mi fido di questa giustizia”.

“La giustizia è schizofrenica”

Il passaggio più duro dell’intervista è quello in cui Feltri sintetizza il suo giudizio sul sistema giudiziario italiano attraverso il caso Garlasco. Vediamo tutto nella prossima pagina.