Così parla Feltri: “La giustizia è schizofrenica: si condanna una persona assolta due volte? Una follia”. Una critica diretta alla Cassazione, che nel 2015 aveva condannato definitivamente Stasi dopo due assoluzioni nei gradi precedenti.
Sulla catena di errori che ha caratterizzato questi diciannove anni di storia giudiziaria, Feltri è categorico: “Una catena di errori mostruosi. Tranne i primi due gradi di giudizio, fatti cum grano salis. Ma i giudici della Cassazione hanno completato l’opera”. Anche la stampa non esce indenne: “Si è seguita più l’onda che l’intelligenza”.
La cena con la procuratrice Nanni: “Le ho insinuato il dubbio”
La rivelazione più curiosa riguarda un incontro al ristorante con la procuratrice generale di Milano, soprannominata la Nanni, che Feltri dice di stimare molto: “Una volta, al ristorante, abbiamo parlato di Garlasco e le ho detto la mia: magari le ho insinuato il dubbio”. Una confidenza che dice molto del modo in cui Feltri affronta la vicenda — non solo come commentatore, ma come persona convinta di sapere come sono andate davvero le cose.
Stasi oggi: “Un ragazzo timido, parliamo di calcio”
Il ritratto che Feltri fa di Stasi è quello di un uomo segnato ma sereno nella sua innocenza: “È un ragazzo timido e calmo, lo lascio in pace: non voglio disturbarlo. Tanto sappiamo entrambi come sono andate le cose”. L’ultimo contatto risale a un mese fa. Oggi, quando si incontrano, parlano soprattutto di calcio. La storia di Garlasco, per Feltri, è già scritta — anche se la giustizia non lo ha ancora capito.




