Sondaggi, tutto cambiato in una settimana: cosa succede ai partiti

Francesco Meletti

07/04/2026

L’attuale scenario politico italiano si presenta come un mosaico complesso e in continua evoluzione, dove i recenti esiti referendari continuano a proiettare una lunga ombra sulle dinamiche di consenso dei principali schieramenti. Secondo le ultime rilevazioni effettuate da Termometro Politico, il panorama dei consensi sembra aver subito una parziale inversione di tendenza rispetto alla settimana precedente, segnando quello che gli analisti definiscono come l’esaurimento dell’effetto trascinamento post-referendum.

Sebbene il campo largo avesse beneficiato di un picco di entusiasmo e visibilità subito dopo la consultazione sulla giustizia, i dati odierni suggeriscono che la coalizione di governo guidata da Giorgia Meloni stia riuscendo a stabilizzare le proprie posizioni, riguadagnando un marginale ma significativo vantaggio competitivo. La politica italiana entra dunque in una fase di assestamento in cui la tenuta delle coalizioni viene messa alla prova non solo dal voto popolare, ma anche dalle tensioni interne e dalle nuove formazioni che premono ai margini dei blocchi tradizionali.

Equilibri elettorali tra le forze di governo

All’interno della maggioranza, Fratelli d’Italia si conferma il perno centrale dell’alleanza, mantenendo una percentuale del 29,2%. Nonostante un clima generale di incertezza e le difficoltà legate alla gestione di crisi internazionali ed energetiche, il partito della premier dimostra una certa solidità, restando vicino alla soglia del trenta per cento. Parallelamente, si osserva un movimento nelle retrovie del centrodestra. Se Forza Italia appare stabile all’8%, la Lega di Matteo Salvini mostra segnali di recupero portandosi al 7,6%. Il quadro della coalizione è completato da Noi Moderati, fermo all’1%, per un totale dell’area di governo che raggiunge il 45,8%.

Un elemento da osservare è la presenza di Futuro Nazionale, formazione guidata da Roberto Vannacci, che si attesta al 3,4%. Nonostante una lieve flessione, il movimento continua a intercettare una parte dell’elettorato di destra, rappresentando una variabile importante negli equilibri della coalizione.

Flessione fisiologica per il campo largo

Sul fronte opposto, il cosiddetto campo largo registra una fase di rallentamento dopo la crescita registrata nei giorni successivi al referendum. Il Partito Democratico scende al 22%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,1%. In calo anche Alleanza Verdi-Sinistra, che si posiziona al 6,2%.

Completano il quadro delle opposizioni Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,8% e Azione al 3%. Nel complesso, l’area progressista raggiunge il 44,5%, restando a breve distanza dalla coalizione di governo.

Fiducia nell’esecutivo e percezione pubblica

Nonostante il vantaggio nei consensi, il governo guidato da Giorgia Meloni registra livelli di fiducia contenuti. Il 52,2% degli intervistati dichiara di non avere alcuna fiducia nella premier, mentre un ulteriore 8,6% esprime un giudizio negativo. Sul versante opposto, la fiducia piena si attesta al 26,7%, a cui si aggiunge un 12% di opinioni moderatamente positive.

Il sondaggio analizza anche scenari alternativi di leadership, evidenziando come Meloni resti nettamente davanti con il 35,8% delle preferenze rispetto al 4,5% attribuito a Marina Berlusconi. Tuttavia, il dato più rilevante è rappresentato dal 53,7% degli intervistati che non si riconosce in nessuna delle due opzioni.

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