Le sospensioni durante il Covid
I fatti risalgono ai primi mesi del 2022, quando per alcune categorie professionali era obbligatorio essere in regola con la vaccinazione contro il Covid-19 per poter lavorare.
I 19 ricorrenti avevano deciso di non vaccinarsi e, di conseguenza, erano stati sospesi dai rispettivi comandi. Il provvedimento prevedeva:
- la sospensione dall’attività lavorativa;
- la conservazione del posto di lavoro;
- la perdita dello stipendio e di ogni altro compenso;
- la possibilità di rientro solo dopo il completamento del ciclo vaccinale.
Si trattava di misure previste dalla normativa emergenziale per contenere la diffusione del virus e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il ricorso dei 19
Gli interessati avevano presentato un ricorso collettivo al tribunale amministrativo, sostenendo diverse criticità. Tra le principali contestazioni:
- presunti profili di incostituzionalità dell’obbligo vaccinale;
- violazioni della normativa europea;
- dubbi sull’efficacia delle misure nel contrasto alla pandemia;
- irregolarità nell’applicazione delle norme nei singoli casi.
Le tesi ricalcano in parte il dibattito che ha attraversato tribunali e opinione pubblica durante gli anni più intensi dell’emergenza sanitaria.