Se esiste un tema terribile, di cui è difficile persino parlare, è quello della pedofilia. La nascita della Rete Internet ha creato un mercato agghiacciante, in cui i pervertiti e chi lucra sulle violenze sui più piccoli hanno trovato terreno fertile. Ma ora c’è un nuovo fenomeno che, se possibile, lascia ancor più senza parole. Perché purtroppo coinvolge i minorenni non solo nel ruolo delle vittime, ma anche in quello dei fruitori di questo mercato infame. Lo apprendiamo dal dossier della Polizia Postale “La lotta alla Pedofilia online”. Che ci informa di un fatto sconcertante. Nel 2022, i minori segnalati all’autorità giudiziaria per episodi di pedopornografia sono stati 150. Contro i 20 del 2021. E il fenomeno è in costante crescita. In un’intervista rilasciata al quotidiano Libero, La direttrice della Seconda divisione di Polizia Postale di Roma ha approfondito le origini di questo fenomeno. (continua dopo la foto)

“Sono cambiati gli approcci dei minori alla Rete”, ha spiegato Maria Rosa Romano. “Oggi ci arrivano prima e quindi si imbattono in una serie di pericoli. E’ vero, è cresciuto, ed è preoccupante, il numero di minori indagati. Ma lo stesso discorso vale per quelli adescati in Internet: il 9% ha fra gli zero e i nove anni”. La direttrice continua dicendo che “quando avviene uno scambio di materiale pedopornografico sui social, per esempio, la policy delle piattaforme ce lo segnala”. Qui entrano in gioco gli agenti della Polizia Postale, che fanno un lavoro basato su un approccio graduale. “Un conto è la detenzione di questo materiale, che è già reato”, sottolinea Romano. “Un altro la sua archiviazione, magari con altri file”. Quando giunge una segnalazione, che può arrivare anche dall’estero, gli agenti vanno ad approfondire queste dinamiche. “Ma non ci fermiamo lì”, spiega la direttrice. “Perché il riconoscimento di chi lo fa è importante, però l’identificazione della vittima lo è ancora di più: dobbiamo interrompere la produzione di quel materiale”. (continua dopo la foto)