Si apre ufficialmente la partita per la successione a Beppe Sala alla guida di Milano, e nel centrosinistra la corsa a Palazzo Marino si fa già particolarmente affollata. Tra ex direttori di giornali, assessori in carica ed esponenti storici della sinistra cittadina, sono numerosi i nomi che si stanno muovendo in vista delle prossime primarie di coalizione, considerate ormai sempre più probabili anche se non ancora certe prima di settembre.
Mario Calabresi rompe gli indugi
L’ultimo a scendere ufficialmente in campo è Mario Calabresi, ex direttore de “La Stampa” e “la Repubblica”, oggi alla guida della piattaforma di podcast Chora Media. Intervenendo a una Festa dell’Unità nel milanese, Calabresi ha sciolto la riserva dichiarando di volersi mettere a disposizione della città, pur specificando di attendere con rispetto le decisioni della coalizione sul percorso delle primarie.
Una mossa che serve soprattutto a mettere fine alle voci, sempre più insistenti, secondo cui l’ex direttore avrebbe scelto di restare fuori dalla contesa.
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Majorino, il rivale di sempre
Se Calabresi scende in campo, c’è già da tempo Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia dopo la sconfitta alle elezioni regionali del 2023. I due vengono descritti come le due anime opposte del centrosinistra: Calabresi rappresenterebbe il profilo moderato e rassicurante, mentre Majorino incarna la componente più radicale del partito, storicamente critica nei confronti della linea più centrista portata avanti dallo stesso sindaco uscente Sala.
Anna Scavuzzo e il fronte tecnico
Anna Scavuzzo, vicesindaca uscente della giunta Sala, rappresenta invece il profilo più “tecnico” della partita. Alle spalle un percorso nel mondo dello scoutismo e diverse deleghe complesse, tra cui quella all’Urbanistica assunta dopo alcune inchieste della magistratura. Nella stessa area tecnica viene inserito anche l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, mentre sembra ormai tramontata l’ipotesi di una candidatura dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Lorenzo Pacini, il volto della sinistra più radicale
Ancora più a sinistra si muove Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1, spesso accostato per stile e proposte al sindaco di New York Zohran Mamdani. Pacini ha già ipotizzato una tassa sui grandi patrimoni e, con dichiarazioni che hanno messo in difficoltà anche i vertici del Pd, ha parlato della necessità di contrastare “i fascisti” anche con le armi, se necessario, salvo poi precisare che la sua priorità resta il confronto elettorale.
Sulla stessa area di elettorato giovane e degli astenuti punta anche Tommaso Goisis, attivista da tempo impegnato sui temi della mobilità sostenibile e della partecipazione civica dal basso.
Carlotta Cossutta per Avs, cala Ambrosoli
Per Alleanza Verdi e Sinistra, il nome più accreditato è quello di Carlotta Cossutta, ricercatrice di Filosofia politica all’Università Statale e nipote dello storico dirigente comunista Armando Cossutta. Il suo profilo raccoglie consenso tra gli elettori più giovani, anche se non altrettanto entusiasmo tra i vertici del suo schieramento.
Perde invece quota, secondo le ultime indiscrezioni, la candidatura civica di Umberto Ambrosoli






