Luca Esposito, l’esito dell’autopsia: cosa non torna

Francesco Meletti

24/07/2026

 

Continuano le indagini sulla morte di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista di 53 anni trovato senza vita e con il corpo dato alle fiamme nelle campagne di Eboli, in provincia di Salerno. I risultati dell’autopsia hanno fornito alcune prime risposte, ma hanno anche aperto nuovi interrogativi sulla dinamica dell’omicidio.

L’autopsia: morte per asfissia meccanica

L’esame autoptico ha stabilito che la causa della morte è stata un’asfissia meccanica violenta, compatibile con uno strangolamento o uno strozzamento provocato dalla compressione del collo. Un elemento che esclude, allo stato attuale delle indagini, che il decesso sia stato provocato dalle fiamme che hanno successivamente avvolto il corpo.

Resta però da chiarire se Esposito fosse già morto quando il cadavere è stato incendiato oppure se fosse ancora in vita in quel momento. Per rispondere a questo interrogativo saranno determinanti gli esami istologici e tossicologici disposti dagli investigatori.

Le fratture e il corpo carbonizzato

Sul corpo sono state riscontrate numerose fratture, in particolare nella zona delle costole. Gli inquirenti stanno cercando di capire se siano state provocate da un violento pestaggio precedente al decesso oppure se siano una conseguenza dell’elevata temperatura sviluppata dall’incendio.

Per l’identificazione definitiva della vittima è stato inoltre disposto il confronto del Dna con quello di una delle sorelle, dopo una prima identificazione basata sulla compatibilità delle protesi dentarie.

Il mistero del cellulare

Tra gli aspetti ancora senza risposta c’è anche la scomparsa del telefono cellulare utilizzato abitualmente dal giornalista. Il dispositivo non è stato trovato né accanto al corpo né all’interno dell’auto, rinvenuta poco distante dal luogo del delitto.

Secondo il racconto di alcuni amici, i messaggi inviati a Esposito su WhatsApp sarebbero rimasti per ore senza essere recapitati. Solo nel tardo pomeriggio di domenica sarebbero comparse le due spunte grigie, particolare che alimenta l’ipotesi che il telefono sia stato riacceso da qualcuno oppure spostato in una zona coperta dalla rete telefonica.

I dubbi sulla vita privata

Le indagini stanno approfondendo anche alcuni aspetti della vita privata della vittima. Tra questi, il presunto impiego presso l’Arpac, successivamente smentito dall’ente, e il racconto di un matrimonio con una farmacista di Caserta, della quale amici e conoscenti affermano di non aver mai visto fotografie. Anche questi elementi sono al vaglio degli investigatori per verificare se possano avere un collegamento con il delitto oppure rappresentino semplicemente aspetti della vita personale di Esposito.

L’inchiesta prosegue nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita del giornalista e individuare il responsabile, o gli eventuali responsabili, dell’omicidio.

Fonte: Open