Strage sub Maldive, cinque italiani morti in grotta a 60 metri: recuperato un corpo, ricerche riprese

Giovanni Poloni

16/05/2026

Strage sub Maldive grotta Alimatha Monica Montefalcone ricerca corpi

Il dettaglio che emerge dalle ricerche è allarmante: la sua bombola era completamente scarica. Questo rafforza una delle ipotesi principali degli investigatori: il gruppo potrebbe essere rimasto intrappolato nella cavità fino all’esaurimento dell’ossigeno.

Secondo i sommozzatori specializzati maldiviani che stanno conducendo le operazioni, gli altri quattro corpi si troverebbero nella terza e ultima sezione della grotta, ancora più in profondità. Le ricerche sono state sospese ieri a causa del maltempo e di condizioni meteo proibitive, ma sono riprese questa mattina con otto sommozzatori maldiviani che si alternano in turni.

Le possibili cause: ossigeno, narcosi, panico

Mentre gli investigatori lavorano per ricostruire quanto accaduto, esperti di immersioni profonde hanno ipotizzato diversi scenari:

  • Tossicità da ossigeno (iperossia): una condizione che può verificarsi con esposizione prolungata a elevate concentrazioni di ossigeno in immersioni profonde, causando perdita di coscienza, convulsioni e effetti neurologici gravi
  • Narcosi d’azoto: la cosiddetta “ubriachezza da profondità”, che può causare perdita di orientamento e decisioni irrazionali
  • Panico e reazione a catena: come spiega Roberto Fragasso, gestore del Sinai Dive Club alle Maldive, “Basta che uno dei partecipanti abbia avuto un attimo di panico, per trascinare gli altri”
  • Intrappolamento fisico: possibili correnti ascensionali impreviste o perdita di orientamento negli anfratti della caverna

Ma il marito di Monica rifiuta l’ipotesi dell’errore. Carlo Sommacal ha dichiarato ai media: “Mia moglie ha fatto cinquemila immersioni. È un’esperta, sa cosa fare anche in caso di difficoltà. È davvero strano che siano morti in cinque”. Ha anche rivelato che Monica avrebbe indossato una GoPro durante le immersioni: “Se la trovano magari da lì si potrà capire cosa è successo”.

Le indagini: profondità vietata e autorizzazioni mancanti

Il ministero del Turismo delle Maldive ha sospeso la licenza di esercizio della “MV Duke of York” a tempo indeterminato, citando la gravità dell’incidente. La decisione rappresenta il riconoscimento che qualcosa non ha funzionato nel protocollo operativo.

La polizia maldiviana sta interrogando tutte le persone a bordo della safari boat per verificare:

  • Se la spedizione aveva realmente scopi scientifici certificati
  • Se il gruppo disponeva di autorizzazione scritta per superare il limite dei 30 metri
  • Le condizioni dell’attrezzatura subacquea utilizzata
  • Come è stato gestito il planning dell’immersione

Anche la Procura di Roma, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, ha aperto un’inchiesta. Gli inquirenti sono in attesa della documentazione ufficiale dal consolato italiano alle Maldive.

I profili delle vittime: ricercatori e istruttori esperti

Monica Montefalcone era una figura di rilievo nel mondo della ricerca marina europea. Biologa marina specializzata in ecologia del corallo, aveva vinto il Tridente d’Oro, il riconoscimento assegnato dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. Stava coordinando il progetto “Operazione Mare Caldo” con Greenpeace, dedicato al monitoraggio degli effetti del cambiamento climatico nel Mediterraneo. Lascia il marito Carlo e un figlio minore.

Giorgia Sommacal, 23 anni, figlia di Monica, stava completando la laurea triennale in Ingegneria biomedica. Aveva un fidanzato e un fratello. La sua laurea era programmata per pochi giorni dopo la tragedia.

Muriel Oddenino, 31 anni, biologa marina di Poirino, era un’assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. Specializzata nello studio delle spugne maldiviane, i suoi colleghi la descrivono come “molto esperta e prudente”, oltre che dolce e appassionata del mare. Giuseppe Corriero, suo mentore a Bari, ha promesso: “Dedicheremo la prima pubblicazione di questa ricerca a Muriel. E la prima specie nuova di spugne che troveremo, prenderà il suo nome”.

Gianluca Benedetti, 51 anni, istruttore e capobarca padovano, era un professionista della sicurezza subacquea, noto per la precisione nel controllare attrezzature e condizioni meteo.

Federico Gualtieri, 31 anni di Omegna (Novara), neolaureato in Scienze biologiche, aveva vinto un bando per un progetto di ricerca in Giappone. Don Luca Longo, sacerdote della sua parrocchia, lo ricorda: “Mi aveva raccontato i suoi progetti, soprattutto di un progetto in Giappone: aveva vinto un bando e si preparava a questa nuova possibilità di vita, un sogno”.

Le operazioni di recupero: esperti italiani in arrivo

Due italiani — un esperto di soccorso in acque profonde e uno specialista di immersioni in grotta — si uniranno alle operazioni di recupero già in corso. Dan Europe, Fondazione medica e di sicurezza con sede a Roseto degli Abruzzi, ha messo a disposizione una squadra di massimi esperti, inclusi alcuni dei soccorritori che intervennero nel caso dei 12 bambini bloccati nella grotta Tham Luang in Thailandia nel 2018.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato: “Faremo tutto il possibile per recuperare le salme dei nostri concittadini. Spero che i corpi possano rientrare il prima possibile in Italia”. L’ambasciatore italiano a Colombo, Damiano Francovigh, è sul posto e coordina con la console onoraria a Malè Giorgia Marazzi.

Cosa sappiamo finora

  • Immersione: 14 maggio 2026, grotte di Alimatha, atollo di Vaavu
  • Vittime: 5 sub italiani
  • Profondità: circa 60 metri (vietato oltre i 30 metri per immersioni ricreative)
  • Corpo recuperato: Gianluca Benedetti (bombola scarica)
  • Corpi ancora intrappolati: Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri
  • Imbarcazione: MV Duke of York (licenza sospesa)
  • Inchieste: Procura Roma + Polizia Maldive + Procura Malè
  • Ipotesi principali: intrappolamento per esaurimento ossigeno, tossicità da ossigeno, panico, narcosi
  • Ricerche: riprese il 16 maggio dopo sospensione per maltempo

Cosa cambia adesso

La tragedia di Alimatha getta ombra sulla sicurezza delle immersioni profonde alle Maldive e sulla necessità di controllo delle autorizzazioni. Il fatto che cinque persone esperte — inclusa una ricercatrice di fama internazionale — siano morte contemporaneamente suggerisce non negligenza individuale, ma un fattore ambientale o tecnico comune che ha incatenato gli eventi.

Le indagini dovranno chiarire se l’autorizzazione per superare i 30 metri esisteva, se la bombola scarica di Benedetti fosse una scelta programmata o un guasto, e cosa abbia intrappolato il gruppo in una grotta dalla quale non sono più usciti.