Momenti di altissima tensione a Mar-a-Lago, la residenza in Florida del presidente Donald Trump, dove un uomo è stato ucciso dalle forze dell’ordine dopo essere entrato nel perimetro di sicurezza con quello che appariva come un’arma da fuoco e una tanica di carburante. A confermare l’accaduto è stato il Secret Service con una nota ufficiale diffusa nella giornata di domenica.
Secondo la ricostruzione preliminare fornita dalle autorità, l’uomo avrebbe oltrepassato l’area protetta della proprietà, situata a Palm Beach, attirando immediatamente l’attenzione degli agenti incaricati della sicurezza del sito. Gli operatori federali, insieme a un vice dell’ufficio dello sceriffo della contea di Palm Beach, sono intervenuti per fermarlo. Durante il confronto sono stati esplosi colpi di arma da fuoco. L’uomo è stato dichiarato morto sul posto.
La dinamica dell’intervento

Nel comunicato ufficiale si legge che il sospetto era in possesso di “quello che sembrava un fucile” e di una tanica di carburante. Non è stato chiarito, almeno per ora, se l’arma fosse effettivamente funzionante né quale fosse l’intenzione dell’uomo. Le autorità hanno sottolineato che nessun agente del Secret Service né membro dell’ufficio dello sceriffo è rimasto ferito durante l’operazione.
L’identità del soggetto non è stata ancora resa pubblica. Il Secret Service ha spiegato che il nome verrà comunicato solo dopo la notifica ai familiari, come previsto dalle procedure standard.





