“Sono stati loro”. Missile colpisce base italiana, solo adesso emerge la verità: perché l’hanno fatto

Giovanni Poloni

12/03/2026

Un elemento di profonda preoccupazione emerso dalle recenti analisi del New York Times riguarda il cambiamento degli obiettivi sensibili. Non vengono più presi di mira esclusivamente i presidi militari fortificati, ma anche strutture civili come hotel di lusso o aree aeroportuali frequentate da personale straniero. L’esempio dello sciame di droni lanciato contro un noto hotel di Erbil dimostra che le milizie sono perfettamente a conoscenza della dislocazione delle truppe, che spesso utilizzano infrastrutture non puramente militari per esigenze logistiche o abitative. Questo mutamento di paradigma rende la protezione del personale molto più difficile, poiché amplia a dismisura il raggio d’azione delle possibili minacce e riduce l’efficacia delle zone cuscinetto tradizionali.

Il ruolo strategico del contingente italiano

Nonostante il clima di estrema tensione, la missione italiana in Iraq, denominata Operazione Prima开放, prosegue il suo mandato con determinazione. Il ruolo dei nostri militari è considerato fondamentale per la stabilità dell’area, poiché si occupa principalmente dell’addestramento delle forze di sicurezza locali e dei Peshmerga curdi. Questa attività di formazione è ritenuta vitale per prevenire il ritorno dello Stato Islamico, che continua a rappresentare una minaccia latente nelle zone meno controllate del paese. La base di Camp Singara funge da vero e proprio fulcro operativo per coordinare queste attività, rendendo la presenza italiana un pilastro della coalizione internazionale. La sfida per il futuro immediato sarà quella di bilanciare la necessità di continuare la missione di supporto con l’esigenza imprescindibile di innalzare i livelli di protezione contro attacchi asimmetrici sempre più sofisticati.