Dopo settimane di ricerche, appelli e grande apprensione, Sonia Bottacchiari e i suoi due figli sono stati ritrovati vivi. La donna, 49 anni, era scomparsa lo scorso 20 aprile insieme ai ragazzi di 14 e 16 anni dopo essere partita da Piacenza. Da quel momento di loro si erano perse completamente le tracce.
La conferma è arrivata nella giornata di mercoledì 13 maggio dalla Procura di Piacenza, che ha spiegato come tutti e tre siano stati rintracciati e si trovino in buone condizioni di salute.
Una notizia che mette fine alla paura più grande, ma non chiude ancora il caso. Gli investigatori dovranno infatti chiarire i contorni dell’allontanamento, mentre la Procura ha scelto di non rendere pubblico il luogo in cui la donna e i figli si trovano attualmente.
La conferma della Procura: “Stanno bene”
Secondo quanto comunicato dalla procuratrice Grazia Pradella, Sonia Bottacchiari e i due figli sono “in buone condizioni di salute” e si trovano in un contesto definito adeguato dal punto di vista abitativo e generale.
La Procura ha però deciso di mantenere il massimo riserbo sul luogo del ritrovamento. Una scelta legata direttamente alle parole della donna, che avrebbe manifestato timori e preoccupazioni nel caso in cui venisse scoperto il posto in cui si era rifugiata.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, Sonia avrebbe anche dichiarato l’intenzione di rendersi nuovamente irreperibile qualora il luogo venisse reso noto.
L’auto trovata a Tarcento e le ricerche in Friuli
La vicenda aveva assunto una dimensione nazionale dopo il ritrovamento dell’auto della famiglia, una Chevrolet Captiva, in un parcheggio nella zona di Tarcento, in provincia di Udine.
Proprio in quell’area si erano concentrate per giorni le ricerche, con il coinvolgimento di carabinieri, vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile, unità specializzate e mezzi di supporto.
Il timore era che la madre e i due ragazzi potessero trovarsi nei boschi o in una zona isolata. Con il passare dei giorni, l’assenza di notizie aveva aumentato l’angoscia dei familiari e l’attenzione mediatica sul caso.
La svolta è arrivata però attraverso l’attività investigativa, più che grazie a un avvistamento diretto da parte dei soccorritori impegnati nelle ricerche sul territorio.
La frase di Sonia: “Se scoprite dove sono…”

