Bassetti: “Pertosse al Sassuolo, epatite A a Napoli e meningite in UK”, cosa sta succedendo

Giovanni Poloni

24/03/2026

matteo bassetti

La pertosse al Sassuolo: non è una malattia del passato

Il caso più recente riguarda il Sassuolo calcio, dove è stata diagnosticata la pertosse a un giocatore mentre altri cinque presentano sintomi compatibili. Un focolaio che riporta in primo piano una malattia che molti considerano archiviata — ma che non lo è affatto. Causata dal batterio Bordetella pertussis, la pertosse è un’infezione respiratoria potenzialmente severa nei bambini piccoli e tutt’altro che lieve negli adulti, con un decorso spesso lungo e debilitante, caratterizzato da accessi di tosse violenti e prolungati. La prevenzione è nota: vaccinazione nei primi mesi di vita e richiami periodici nel tempo.

Il fatto che si manifesti in un gruppo di sportivi adulti — in teoria soggetti sani e monitorati — racconta quanto questa malattia sia ancora capace di circolare quando la copertura vaccinale nella popolazione generale scende sotto le soglie necessarie.

Tre segnali, una sola dinamica: quando la copertura cala, i patogeni tornano

Il punto che Bassetti sottolinea non è la singola notizia, ma il quadro d’insieme. Quando la copertura vaccinale si abbassa — anche marginalmente — si riaprono spazi che questi patogeni occupano con rapidità. Non è un ritorno improvviso e inspiegabile: è uno slittamento progressivo, quasi invisibile, che diventa evidente solo quando i casi iniziano ad accumularsi. La protezione collettiva — la cosiddetta immunità di gregge — funziona solo oltre determinate soglie: sotto quella soglia, l’equilibrio si incrina e infezioni considerate sotto controllo riemergono con forza.

È esattamente in questa chiave che si inserisce l’analisi dell’infettivologo: non episodi isolati e slegati, ma il riflesso di una minore adesione alle vaccinazioni — alimentata in parte dalla narrazione no-vax che ha guadagnato terreno negli ultimi anni, specialmente nel periodo post-pandemia.

Il paradosso del successo: più scompaiono le malattie, meno fanno paura

C’è poi un meccanismo psicologico difficile da ignorare. Il successo dei vaccini ha reso sempre più rare alcune malattie, attenuando progressivamente la percezione del rischio nella popolazione. Più una malattia scompare, meno fa paura. E più cresce il dubbio — spesso alimentato da disinformazione — sulla reale necessità di continuare a prevenirla. È esattamente questo meccanismo a favorirne il ritorno: meno vaccinazioni, meno copertura, più spazio per i patogeni.

La pertosse nel gruppo squadra del Sassuolo, i casi di meningite nel Kent e l’epatite A a Napoli non fanno notizia solo per ciò che sono singolarmente. Fanno notizia per ciò che indicano insieme: un equilibrio più fragile di quanto si pensi. Un equilibrio che, per reggere, ha bisogno di una cosa semplice e decisiva — che Bassetti ricorda con la sua consueta schiettezza: continuità nella vaccinazione.