Proprio mentre si moltiplicano le prese di posizione, un nuovo sondaggio pubblicato dal quotidiano “Il Giornale” accende ulteriormente il confronto. I dati dell’Istituto Noto delineano un quadro meno scontato di quanto si potesse immaginare solo poche settimane fa.
Il Sì risulta in vantaggio, ma con un margine che non consente certezze assolute. La distanza tra le due opzioni non è ampia e resta una quota significativa di indecisi che potrebbe ribaltare l’esito finale.
Centrodestra compatto
Guardando nel dettaglio le intenzioni di voto per area politica, emerge una forte compattezza tra gli elettori di centrodestra.
- Fratelli d’Italia registra un consenso quasi plebiscitario a favore del Sì, vicino al 97%.
- Lega e Forza Italia mostrano percentuali altrettanto elevate, superiori al 90%.
Un blocco elettorale che, almeno sulla carta, appare solido e difficilmente scalfibile.
Le crepe nel campo del No
Più articolata la situazione nel fronte contrario alla riforma. Nel Partito Democratico prevale nettamente il No, ma una quota non trascurabile di elettori si dichiara pronta a votare Sì.
Il dato più sorprendente arriva però dal Movimento 5 Stelle. Qui il dissenso interno appare più marcato: circa un elettore su quattro sarebbe favorevole alla riforma, nonostante la linea ufficiale del partito sia orientata verso il No.
Una percentuale che pesa e che potrebbe incidere sugli equilibri complessivi, soprattutto in caso di affluenza elevata.
Il fattore indecisi
Resta poi un elemento decisivo: circa il 20% degli intervistati non ha ancora preso una posizione definitiva. In una consultazione referendaria, questo bacino può rivelarsi determinante.
Il vantaggio del Sì si attesterebbe attorno al 53%, contro il 46% del No, con un margine di poco superiore ai tre punti percentuali. Un distacco reale, ma non tale da rendere l’esito blindato.
Il referendum sulla giustizia si conferma così un banco di prova non solo per la riforma in sé, ma anche per la tenuta delle coalizioni e per la capacità dei partiti di mobilitare il proprio elettorato.